SPOLTORE – In preda a un raptus, un novantenne ha preso a martellate la moglie di 85 anni.

L’uomo si è poi suicidato gettandosi nel fiume Pescara dove è stato poi ritrovato.

Lui si chiamava Domenico Ranalli, lei Eleonora Pierfelice.

È accaduto questa mattina intorno alle 7.30 a Santa Teresa di Spoltore (Pescara).

La donna è morta all’ospedale di Pescara per le gravissime ferite al cranio.

La donna sarebbe stata uccisa in camera da letto. Ranalli ha poi ha telefonato alla figlia, spiegando cosa fosse accaduto e annunciando di volersi uccidere. Quindi ha raggiunto il fiume e si è lasciato andare. Ha lasciato un biglietto che ora è nelle mani dei carabinieri. La donna, sempre stando alle prime informazioni, era malata.

Sul posto stanno operando i Carabinieri della compagnia di Pescara e i sanitari del 118.

“AMORE FOLLE E DISPERAZIONE”

Alle 7.25 l’anziano ha chiamato al telefono la figlia Giuseppina, casalinga di 64 anni, che vive in zona, spiegando di aver ucciso la madre e di volersi uccidere, e la donna si è rivolta ai carabinieri lanciando l’allarme.

Arrivando sul posto i militari dell’Arma hanno trovato l’anziana ferita, condotta in ospedale e morta successivamente.

In camera da letto è stato trovato un martello, posto sotto sequestro, che potrebbe essere l’arma del delitto.

Nel biglietto, scritto in maniera confusa, l’uomo ha confermato quanto detto alla figlia e ha chiesto scusa. Allegati al foglio anche dei soldi.

I carabinieri hanno avviato le ricerche dell’anziano e trovato, verso le 8, la Fiat Panda dell’omicida nel parcheggio del centro commerciale Mall di Cepagatti.

Il cadavere dell’uomo è stato individuato nelle acque del fiume Pescara. Prima di gettarsi si è legato le mani dietro alla schiena e si è ancorato a un albero per essere sicuro di annegare e di non essere trascinato via dalla corrente.

La donna era affetta da una malattia neurologica degenerativa e potrebbe essere stato questo a generare il gesto dell’anziano. I carabinieri parlano di “folle amore e nello stesso tempo disperazione. Comunque una tragedia umana”, commenta il capitano Scarponi.

Sul posto, sotto casa, il sindaco Luciano Di Lorito.