CHIETI – “Sembrerebbe che il nuovo Codice degli appalti precluda la possibilità di prevedere l’affidamento in concessione di servizi ulteriori e diversi rispetto a quelli strettamente connessi alla gestione dell’opera i cui lavori di costruzione sono oggetto del medesimo contratto di concessione”.
Lo hanno messo nero su bianco gli avvocati Marco Cerritelli e Valentina Perrone dello studio legale associato McDermott Will&Emery, autori della super consulenza legale da 39mila euro chiesta dalla Asl di Lanciano-Vasto-Chieti, che di fatto sconsigliano al direttore generale Pasquale Flacco di procedere sulla strada del project financing al colosso Maltauro per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti.
“La proposta – si legge nel documento – prevede, quale oggetto dell’affidamento in concessione, i lavori di costruzione dell’ospedale (il ‘nuovo ospedale’) e la gestione di alcuni servizi non sanitari e commerciali da prestarsi ‘nelle aree oggetto dell’intervento’ nonché nelle ‘sedi esterne’ (ovvero in strutture ospedaliere ulteriori, diverse dal nuovo ospedale, indicate nella proposta)”.
L’affare ruoterebbe proprio intorno al business di servizi come lavanderia, manutenzione, pulizia, ristorazione e parcheggi, che l’azienda sanitaria dovrà dare in gestione per trent’anni a chi realizzerà il nuovo policlinico.
La consulenza legale dedica un apposito paragrafo all'”articolazione dei rischi in capo al proponente”, e ricorda come il Codice degli appalti prevede che la cessione di beni immobili da parte del pubblico “non può essere superiore al 30 per cento del costo dell’investimento complessivo”, a fronte del 50 per cento indicato nella bozza di convenzione presentata dal Raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) costituito da Giuseppe Maltauro Spa, Azienda bresciana petroli Nocivelli Spa e Finanza e Progetti Spa.
Il retroscena sulla mega operazione del nuovo ospedale di Chieti, sta tutto nelle dieci pagine della consulenza legale, protocollata alla Asl il 9 maggio scorso e scoperta dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo.
“Sono all’oscuro di tutto, e come presidente della Commissione Sanità lo ritengo piuttosto grave”, dice ad AbruzzoWeb il consigliere regionale di Abruzzo civico Mario Olivieri, che nei giorni scorsi ha sollecitato la sostituzione del direttore sanitario che dal maggio 2015 con le dimissioni di Francesco Zavattaro ha assunto la guida della Asl come facente funzioni.
“Mi auguro che almeno l’assessore Silvio Paolucci fosse a conoscenza della consulenza”, aggiunge Olivieri, per il quale “un direttore sanitario non può improvvisarsi dall’oggi al domani direttore generale” ed è necessario che la Giunta regionale provveda a nominare il nuovo dg.
“È opportuno segnalare che il Nuovo Codice degli appalti – si legge ancora nella consulenza – ha introdotto una chiara distinzione tra ‘concessione di lavori’ e ‘concessione di servizi’.
Alle pagine 17 e 27 della bozza di convenzione, posta alla base della proposta Maltauro, secondo quanto svelato da Il Centro, i ricavi di questi servizi sono quantificati in 3 miliardi, 285 milioni e 745 mila euro.
Sul progetto, proprio la scorsa settimana il presidente della Regione Luciano D’Alfonso aveva spinto l’acceleratore, ribadendo “l’importanza di concludere in tempi brevi le procedure amministrative per la ricostruzione del nuovo ospedale a causa delle problematiche strutturali che da tempo interessano l’immobile”, come scriveva in una nota al termine di un incontro con Flacco, il direttore del Dipartimento regionale Salute e Welfare, Angelo Muraglia, e i rappresentanti dell’Rti.
Vertice al quale era seguito l’annuncio da parte di Sara Marcozzi, consigliere regionale M5S, di una missiva all’Autorità nazionale anticorruzione, al Cipe e alla Corte dei Conti.
La Asl di Chieti è l’unica dove il governo regionale ancora non rinnova i vertici, dopo gli avvicendamenti di Teramo con Roberto Fagnano, Pescara con Armando Mancini, e L’Aquila con la tormentata nomina di Rinaldo Tordera.



