L’AQUILA – “Abbiamo il dovere di  sottolineare la nostra sorpresa a vedere escluso da ogni risorsa il futuro del Gran Sasso d’Italia, esempio evidente di risorsa ambientale largamente sottoutilizzata ai fini turistici ed occupazionali che potrebbe concretamente  contribuire al rilancio socioeconomico di una provincia caratterizzata da livelli di disoccupazione preoccupanti e da un’economia stagnante e per molti settori in fortissima crisi”.

Così in una nota la presidente di Federalberghi dell’Aquila Mara Quaianni, sull’annunciato investimento da 6 milioni di euro da parte della Regione Abruzzo sull’Altopiano delle Rocche, che ha portato anche alle dimissioni del sindaco di Castel del Monte Luciano Mucciante da vice presidente del Distretto turistico del Gran Sasso.

“In tale problematico quadro dunque l’esclusione toucourt di risorse da investire sull’intero massiccio del Gran Sasso d’Italia senza entrare in quella che diverrebbe una guerra tra poveri da evitare con i territori dell’Altipiano delle Rocche, ci appare davvero incomprensibile – dice la Quaianni – al punto da farci ritenere che il Gran Sasso d’Italia sia divenuto figlio di un Dio minore e, per questo, non meritevole di sostegni atti a consentire le progettualità in essere e future”.

“Dunque un richiamo sentito e forte a tutta la politica Regionale per riconsiderare e valutare l’opportunità che il Gran Sasso d’Italia possa tornare in cima alle priorità d’investimento pubblico semplicemente perché lo merita e perché è giusto”.

“Attendiamo ben vigili alle risposte delle forze politiche e da tutte le Istituzioni locali provinciali e regionali con la consapevolezza che il tempo a disposizione non è infinito e, anzi, la questione Gran Sasso d’Italia è ormai urgente oltre che importante per chiunque abbia davvero a cuore il futuro del nostro territorio”.

“Per senso di responsabilità – fa infine notare la Quaianni – abbiamo evitato di intervenire sul tema delle risorse destinate dalla Regione ai progetti di sviluppo degli ambiti montani aquilani, durante i giorni della campagna elettorale. Ora, archiviata questa delicata ed importante fase, è utile far conoscere la nostra posizione su questo tema da cui dipende per larga parte il futuro prossimo e venturo non solo dell’economia montana ma dell’intero territorio della provincia dell’Aquila”.