ROMA – L’effetto della pandemia di Covid-19 pesa ancora sul ritardo di diagnosi di tumore. Ogni anno in Italia 56.000 donne ne ricevono una diagnosi, ma ancora circa 2.000 questo accade quando la malattia è già in fase avanzata. Si stanno recuperando gli screening saltati, ma non è facile e anche per la chirurgia ci sono ancora liste d’attesa da smaltire.

Riportare all’attenzione la prevenzione, promuovere la ricerca sul tema e incoraggiare chi sta affrontando il duro momento delle terapie sono i tre obiettivi della Race for the cure, evento simbolo dell’associazione Komen Italia, che torna a Roma il 7 maggio, per poi fare tappa in 5 città italiane. ”

La fase critica della pandemia ha bloccato per oltre 6 mesi gli screening oncologici e, nel corso dei tre anni, ci sono stati circa un milione di esami di prevenzione in meno”, ha detto Riccardo Masetti, fondatore di Race for the Cure Italia e direttore del Centro di Senologia del Policlinico Gemelli di Roma.

“Questo – prosegue – equivale a circa 2.000 donne all’anno che hanno ricevuto una diagnosi di tumore al seno tardiva”, ovvero che si trovano a “dover affrontare terapie più faticose e ad avere minori possibilità di guarigione”.

Il Covid-19 “ha velocizzato la ricerca, ma ha rallentato la prevenzione, abbiamo però tutti gli strumenti per recuperare il ritardo”, ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini.

“Stiamo tornando a pieno regime – ha detto Marco Elefanti, direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli Irccs – ma non è così automatico recuperare il tempo perso. Perché chi per un periodo ha trascurato i controlli oncologici, deve rientrare a pieno regime”.

Per quanto riguarda “le strutture che erogano prestazioni chirurgiche, tendono ad avere ancora delle liste d’attesa da smaltire, perché non è facile fare tutto quanto è stato accumulato”.

Riportare la prevenzione oncologica al centro dell’attenzione sarà, domenica 7 maggio, la 24/ma edizione della celebre Race for the cure, evento clou della manifestazione di tre giorni ospitata al Circo Massimo.

Dal 4 al 7 maggio negli oltre 100 stand del Villaggio della Salute si potrà partecipare ad attività di sport, sana alimentazione e benessere psicologico, ma anche eseguire visite ed esami.

“Con 25.000 metri quadrati di stand, il Villaggio della Salute è un esempio di offerta medico-diagnostica per tutti”, ha osservato Daniela Terribile, presidente di Komen Italia. “Sarà possibile usufruire gratuitamente di consulenze specialistiche, screening esami, superando le oltre 1.500 prestazioni dello scorso anno”.

Nel Villaggio Race ci sarà, come sempre, un’area di incontro dedicata alle “Donne in Rosa”, che con le loro testimonianze hanno favorito un cambiamento culturale nell’approccio al tumore al seno.

“Riconoscere la malattia e guardarla in faccia – ha commentato il ministro Bernini – è il primo modo per vincerla. Bisogna non far sentire i malati soli e spiegare loro che è una situazione temporanea da cui si può e si deve uscire”.

Anche quest’anno, al fianco delle madrine storiche della manifestazione, ovvero Rosanna Banfi e Maria Grazia Cucinotta, ci sono tanti Capitani Famosi, tra cui Al Bano, Alba Parietti e Alessia Marcuzzi.

“La mia prima volta alla Race – ha detto Banfi – ero in cura per il tumore al seno, mi sentivo sola, ero senza capelli, ingrassata, mi vergognavo a farmi vedere. Arrivata lì e guardandomi intorno ho visto migliaia di persone come me: tante donne che stavano affrontando il mio percorso o ne erano uscite. Ho capito che insieme si è più forti”. Anche quest’anno la Race porterà la prevenzione in giro per la penisola.

Dopo Roma sarà la volta di Bari (12-14 maggio), Brescia (15-17 settembre), Bologna (22-24 settembre), Napoli (23-24 settembre), Matera (29 settembre-1 ottobre).

I proventi delle iscrizioni alla corsa hanno permesso, dal 2000, di raccogliere e investire 23 milioni di euro in ricerca su cura e prevenzione.

“Ricordo – ha concluso il presidente del Coni Giovanni Malagò – quando è iniziata questa collaborazione, nessuno avrebbe mai immaginato di arrivare a questo punto. Eppure, anno dopo anno, tutto sta continuando a crescere. La Race è una di quelle manifestazioni che vale la pena sostenere e vivere”.