L’AQUILA – Una donna su dieci ne è colpita: il tumore al seno è il cancro più frequente ma al tempo stesso contrastabile con una solida conoscenza del problema.
Per una maggiore sensibilizzazione al tema ha preso il via ieri sera l’iniziativa “Primavera abruzzese, 99 in rosa”, che mette insieme scienza e ricerca contro il tumore al seno, con un partecipato concerto dell’Istituzione sinfonica abruzzese (Isa) presso l’auditorium della Scuola della Guardia di finanza dell’Aquila, il cui intero ricavato sarà devoluto in beneficenza alla Scuola italiana di senologia.
Diffondere la conoscenza corretta del tumore al seno attraverso incontri tra popolazione e oncologi, radiologi, chirurghi dove le donne saranno invitate a fare prevenzione sottoponendosi a screening e controlli è il primo obiettivo del progetto, patrocinato dal Comune dell’Aquila, Provincia, Regione, Università e allestito dalla Scuola.
L’iniziativa si snoda attraverso tutto il periodo primaverile e vede una suggestiva alternanza di riunioni a carattere scientifico, di incontri con le dirette interessate e di momenti culturali.
Questa sera alle 20 ci sarà la Notte Rosa con il concerto di Madness Water mentre l’appuntamento con Umberto Veronesi, fondatore nel 1984 della Scuola italiana di senologia, è per domani alle 10 presso l’aula magna dell’Università del capoluogo, nel complesso Reiss Romoli di Coppito, dove si terrà un convegno scientifico su “Il tumore della mammella in età giovanile”.
Moderatore della lectio magistralis sarà il dottor Gianpaolo De Rubeis, uno dei primi a portare la Senologia in Abruzzo.
“La Scuola di senologia, di altissimo livello già dal 1984 – ha spiegato De Rubeis – forma senologi in maniera specifica, dalla diagnostica alla chirurgia; io sono stato uno dei primi allievi di Veronesi in Abruzzo e ritengo questa iniziativa importantissima per una maggiore sensibilizzazione, che è un elemento indispensabile per la lotta al tumore”.
Il professore ha invitato a vedere le cose da un punto di vista positivo. “Dal 1991 al 1998 – ha aggiunto – osservando in un campione di persone ne è emerso che c’è stato un 9 per cento in meno di mortalità, grazie a una diagnosi più tempestiva. Il nostro obiettivo è infatti quello di guarire più donne possibili, cercando di arrivare al 100 cento, grazie a una diagnosi precoce”.
“In un anno – ha affermato ad AbruzzoWeb Giampiero Ausili Cèfaro, ordinario di Radioterapia dell’università ‘D’Annunzio’ di Chieti e Pescara – il tumore al seno causa 11 mila decessi mentre sono 30 mila i nuovi casi. Benché non ci sia un vero e proprio registro dei dati tumorali e quelli di cui disponiamo sono desunti, l’Abruzzo mantiene la media italiana mentre al Sud Italia c’è qualche problema in più perché cambiano le possibilità di guarire, lì la prognosi è più tardiva”.
“Un miglior pronostico – ha aggiunto Ausili – è strettamente legato alla diagnostica: bisogna far conoscere l’evoluzione, le cause, che possono essere la familiarità, il fumo, l’alimentazione, e fare prevenzione: noi saremo a disposizione di quanti vorranno presentare dubbi. Insieme a Veronesi e Claudio Andreoli, l’attuale direttore della Scuola, per noi questa iniziativa è stata un importante esperimento anche per vedere se si riusciva a portare avanti per un mese, contemporaneamente, il progetto in tutta la regione”.
“Per noi – ha concluso Ausili – l’iniziativa prevede anche un corso di formazione a livello medico, un corso di scuola di senologia che terrà Veronesi su come trattare la donna giovane e un corso sulla comunicazione dove si insegnerà cosa e come dire alle pazienti, ma importanti saranno anche gli incontri che avverranno a Lanciano, Chieti, L’Aquila, Ortona e Vasto dove ci aspettiamo molta gente a cui dare delle risposte e un aiuto concreto”.





