L’AQUILA – “Ho lavorato in nero per 12 anni, ricoprendo vari incarichi di alta responsabilità e gestendo la sede locale del sindacato dal 2006. Quando ho alzato la voce sono stata commissariata e sbattuta fuori”.
Alza il velo sul vero motivo del suo commissariamento, Giuliana Vespa, ex segretario provinciale dell’Aquila del sindacato Ugl, e lo fa in una conferenza stampa convocata questa mattina nella storica sede di viale Alcide de Gasperi del capoluogo.
“Il 3 ottobre mi hanno comunicato la sospensione cautelare con contestuale commissariamento, a causa del mancato invio del bilancio del 2017, ma carte alla mano posso dimostrare che il 3 settembre ho inviato tutta la documentazione richiesta. Questo per dire che il vero motivo è che ho preteso che la mia posizione venisse messa in regola dopo tutti questi anni”, ha esordito Vespa.
Oggi, inoltre, l’avvocato dell’ex segretario, Paola Fatima Cortesi, ha depositato presso il Tribunale dell’Aquila il ricorso contro la sigla sindacale “per aver lavorato in nero, con rassicurazioni continue sia sull’assunzione di Vespa, sia su una sanatoria per la mancata contribuzione”, ha spiegato il legale.
Ad affinacare l’ex segretario provinciale in questo momento e a sostenerla, suo marito ed ex responsabile nazionale dell’Ugl Credito, Piero Peretti, che si è dimesso “anche e soprattutto per l’assurda vicenda vissuta da Giuliana”, ha detto in conferenza.
Peretti ha poi sottolineato che “di fatto il nuovo segretario eredita una scatola vuota, perché l’80 per cento degli iscritti hanno riconsegnato la tessera, dopo l’uscita di scena di Vespa” e ha annunciato che “presto ci sarà in città un l’arrivo di un altro sindacato, nuovo per il contesto territoriale, ma noto a livello nazionale”.
A mostrare solidarietà a Giuliana Vespa, oltre alle altre sigle sindacali, la deputata del Pd, Stefania Pezzopane, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e il vice sindaco del capoluogo, Guido Liris, quest’ultimo presente in conferenza stampa.
Durante l’incontro, poi, l’ormai ex segretario ha invitato il segretario generale, Francesco Paolo Capone, i vice segretari generali, Giancarlo Favoccia, Luca Malcotti e Luigi Ulgiati, oltre che il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon, che fino a dicembre 2017 è stato vice segretario generale con delega al personale della Ugl e che conosce la situazione di Giuliana Vespa, “a smentire la mia posizione lavorativa regolare”, ha precisato l’ex sindacalista, che il 9 novembre ha rassegnato ufficialmente le proprie dimissioni da ogni incarico, compreso quello di consigliere nazionale.
L’Ugl dovrebbe poi “chiedere scusa a tutti gli scritti aquilani che, pur avendo espresso democraticamente la propria volontà, sono stati traditi in modo vergognoso, poiché il nuovo commissario calato dall’alto, Roberto Bussolotti, è colui che rappresentava la sparuta minoranza nel congresso del 29 maggio”.
“L’ultima rassicurazione – ha raccontato Vespa – risale alla scorsa primavera, quando il segretario generale Francesco Paolo Capone mi ha garantito la sistemazione della regolare posizione lavorativa, dopo lo svolgimento del congresso provinciale dell’Aquila. Il 29 maggio 2018 ho vinto all’unanimità il congresso e su 50 delegati (grandi elettori) ben 41 hanno sottoscritto la mia lista, solo nove non rappresentati da alcuna lista non mi hanno votata e non si sono presentati neanche al congresso. Ho vinto con 90% delle categorie. In data 3 ottobre, dopo aver verbalmente risollecitato la agognata assunzione, ho ricevuto una mail con la quale mi hanno comunicato la sospensione cautelare, con contestuale commissariamento con la falsa motivazione del mancato invio del bilancio 2017, che come da documentazione rilasciata dall’interessata, sia all’Ugl che agli organi di informazione, è stata regolarmente inviata in data 3 settembre 2018”.
Il 10 ottobre poi, sette giorni dopo il commissariamento, “è stata inviata dall’Ugl nazionale una mail a 46 sedi provinciali, nella quale hanno sollecitato le strutture ad inviare i bilanci: quindi 46 strutture provinciali su 90 risultavano ancora inadempienti nella consegna del bilancio, ma solo la sede dell’Aquila, che al contrario aveva inviato tutto, è stata commissariata – ha aggiunto – Inoltre, deve essere sottolineato che quattro segretari delle 46 strutture inadempienti, Giancarlo Favoccia, Daniela Ballico, Ezio Favetta e Vincenzo Abbrescia, sono anche membri di quella segreteria confederale che ha deliberato il mio commissariamento. È lampante – conclude – come tutto questo sia fazioso e ritorsivo nei miei confronti”.
Secondo quanto si è appreso, Volpe e Peretti sono confluiti nella Cisal (Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori).





