L’AQUILA – Una famiglia aquilana composta da quattro persone è stata denunciata per il reato di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche e invasione di edifici pubblici.

A conclusione di attività d’indagine intrapresa su segnalazione della Struttura per la gestione del’emergenza, i militari del Norm hanno denunciato alla competente autorità giudiziaria la famiglia di P.V., classe 58, che aveva ottenuto l’assegnazione di un alloggio presso il Progetto C.a.s.e. aggregando al nucleo familiare anche gli anziani suoceri del capo famiglia, tutti aventi diritto in quanto titolari di abitazioni inagibili e in zona rossa.

Il Comune quindi aveva assegnato loro un appartamento con ben tre camere da letto (piuttosto raro durante la fase emergenziale in cui le persone da sistemare erano numerosissime, oggi maggiormente disponibile mano a mano che i cittadini rientrano nelle loro abitazioni di proprietà), in modo tale che i coniugi e i fratelli avessero ciascuno una camera da letto e due stanze da bagno (e non costretti a dormire in salone su divano letto come è toccato a numerose famiglie).

A un certo punto tuttavia i due anziani suoceri hanno deciso di fruire di una diversa forma di assistenza ed hanno comunicato alla competente struttura di rilasciare l’alloggio.

A quel punto il resto della famiglia ha iniziato a produrre una serie di certificati medici attestanti situazioni di stress situazionale da parte delle donne di casa, come anche la necessità di vivere in ambiente “sterile” (e quindi in camera singola) di uno dei componenti al fine di conservare il diritto all’alloggio tanto grande.

Il giovane cardiopatico è però poi risultato svolgere attività sportiva professionale a livello agonistico, e dunque abituale frequentatore di docce, spogliatoi ed ambienti comuni.

La famiglia aveva adito anche il Tar rivendicando il diritto alla permanenza, ottenendo tuttavia una sentenza contraria e una intimazione a rilasciare l’alloggio per uno più piccolo in modo da poter redistribuire le strutture a disposizione del Comune ai nuclei familiari effettivamente bisognosi.

I quattro tuttavia si sono rifiutati di ottemperare e sono rimasti nell’abitazione. Da qui la denuncia per truffa e invasione di edifici pubblici.