L’AQUILA – I giudici del Riesame del tribunale dell’Aquila hanno annunciato per oggi  decisione sull’istanza di revoca degli arresti domiciliari a carico di Gianfranco Cavaliere, 32enne medico dell’Aquila, e di Fabrizio Traversi, 62enne romano dipendente della presidenza del Consiglio dei ministri, che sono al centro dell’inchiesta della Procura della repubblica denominata “Attenti a quei due” relativa a circa 9 dei 12 milioni per il sociale stanziati dopo il terremoto del 6 aprile 2009 dal dipartimento della Famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri per progetti nei comuni del “cratere” del sisma.

I due sono accusati di tentativo di truffa, millantato credito ed estorsione, a Traversi viene contestato anche il peculato: secondo i pm aquilani avrebbero tentato di distrarre fondi attraverso un sistema di onlus, associazioni e fondazioni, ingannando tra le altre cose rappresentanti istituzionali e sindaci.

Nell’inchiesta sono coinvolte come indagati altre tre persone, mentre nelle intercettazioni appaiono politici, amministratori, oltre all’arcivescovo dell’Aquila Giuseppe Molinari e il vescovo ausiliare, Giovanni D’Ercole.

Oggi nel corso dell’udienza il pm Antonietta Picardi ha chiesto la conferma della misura cautelare; nel corso del dibattito il legale difensore di Cavaliere, avvocato Attilio Cecchini, nel respingere le accuse, ha fatto il nome di Antonio Morgante, responsabile della segreteria del commissario per la ricostruzione: il dirigente, tra l’altro componente della commissione che ha assegnato i fondi poi bloccati alla notizia dell’inchiesta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia Carlo Giovanardi, sarebbe stato indagato nel filone originario che riguardava lo stesso Morgante e Traversi, da cui sono scaturite le indagini relative ad “Attenti a quei due”, ma poi è uscito dalle attenzioni dei pm e quindi dall’inchiesta.

La circostanza è dimostrata dal passaggio dell’ordinanza in cui il gip Marco Billi scrive: “Morgante non è allineato ai loro progetti (di Traversi e Cavaliere), anche sulla base di queste, e di successive evidenze emerse, effettivamente si avrà modo di comprendere che l’operato di Morgante in loro favore è stato verosimilmente apparente, tanto da portare a non proseguire le indagini sul suo conto”.

Sempre nel corso dell’udienza odierna l’avvocato Cecchini ha spiegato che la misura dei domiciliari “poggia esclusivamente su intercettazioni telefoniche che non potevano essere utilizzate” e che il reato contestato al suo assistito “è impossibile” perché i fondi del sociale a disposizione del sottosegretario con delega alla Famiglia Giovanardi potevano essere erogati solo ai Comuni.

Il collegio del Riesame è composto dai giudici Roberto Ferrari, presidente, Italo Radoccia e Carla Ciofani magistrati a latere.