PESCARA – Una lettera per chiedere al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, di prendere in considerazione la volontà, espressa nella risoluzione votata recentemente dal Consiglio regionale, con la quale si chiede al governo di non firmare i decreti di concessione inerenti i progetti “Ombrina 2” ed “Elsa 2” e di emanare, al contrario, un decreto legge per modificare l’articolo 6 comma 17 del Codice dell’ambiente, nella direzione indicata dalla risoluzioni presentate in merito alla Camera dei deputati e al Senato.

È l’iniziativa messa in atto dall’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca per ribadire presso le sedi governative la contrarietà della Regione Abruzzo alle attività di ricerca e prospezione degli idrocarburi.

Mazzocca nella sua nota riferisce anche del grande successo ottenuto dalla manifestazione tenutasi a Lanciano lo scorso 23 maggio, che ha visto “la partecipazione di oltre 60 mila abruzzesi decisi a difendere il proprio territorio dai rischi di una petrolizzazione che ne cambierebbe irreversibilmente il volto e le peculiarità”.

“Con questa lettera chiediamo al Governo di recepire – spiega Mazzocca – le istanze manifestate dagli organismi politici e amministrativi abruzzesi e da una comunità intenzionata a tutelare il patrimonio ambientale della propria regione”.

Il Coordinamento si aspetta anche “un’azione del governatore Luciano D’Alfonso molto più decisa, con atti istituzionali della stessa forza ed intensità della manifestazione dei cittadini. Una timidezza e una reverenza nei confronti del Governo nazionale – dicono – non può essere più tollerata. D’Alfonso vada a Roma e sfidi Renzi sul consenso popolare attorno a questi progetti e dia in questo modo seguito alla recente risoluzione del consiglio regionale abruzzese, che lo impegna a chiedere al governo un decreto-legge affinché si arresti il procedimento autorizzatorio su Ombrina e su progetti analoghi ricadenti entro le 12 miglia marine”.

La Regione, secondo il coordinamento, dovrebbe inoltre “ricorrere al Tar contro il Decreto di compatibilità per i nuovi pozzi di Rospo mare emanato il 15 aprile 2015, visto che i termini scadono tra pochi giorni”.

L’appello a un “impegno specifico” è anche ai sindaci della costa interessata, perché “a nostro avviso il decreto contiene numerose criticità che devono essere sollevate davanti al giudice amministrativo”.

La mobilitazione prosegue anche con l’adesione alla manifestazione che si svolgerà domenica 7 giugno a Brindisi di Montagna (Potenza), “contro la Rockhopper, la stessa società che propone Ombrina, che vuole riaprire un pozzo già incidentato negli anni ’90 vicino a Potenza”. Organizzato un pullman dall’Abruzzo e chiunque vorrà potrà partecipare.