PESCARA – “Con lo stop alle 12 miglia per le ricerche petrolifere in Adriatico abbiamo già fatto molto, ma ora c’è da difendere anche le Tremiti. Con il Governo inizia una nuova trattativa”. 

Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, spiegando come si è arrivati a fermare la procedura di Ombrina Mare, norma scritta a Palazzo Chigi “il 10 dicembre a tutela di quelle 12 miglia che abbiamo tutelato e che vogliamo ingrandire”. 

D’Alfonso ha poi spiegato perché l’Abruzzo, unica regione, non ha seguito le altre regioni sul confronto referendario dopo averlo promosso: “Con le 12 miglia abbiamo attenuato la norma, mi ero impegnato con il Governo a non attivare il conflitto di attribuzione, perché era cessata la materia del contendere. Quanto alla nuova trattativa mi impegno alla fiducia nei confronti di Palazzo Chigi per altri risultati”.

“Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha fatto approvare un documento misterioso, fatto passare sotto silenzio, che rappresenta un passo indietro sui referendum contro la trivellazione delle nostre coste. Si tratta di una captatio benevolentiae nei confronti del premier, Matteo Renzi”.

DI STEFANO (FI): ”PORTERO’ IL CASO IN COMMISSIONE PARLAMENTARE”

“Il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, ha fatto approvare un documento misterioso, fatto passare sotto silenzio, che rappresenta un passo indietro sui referendum contro la trivellazione delle nostre coste. Si tratta di una captatio benevolentiae nei confronti del premier, Matteo Renzi”.

Con queste parole il deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, in conferenza stampa a Pescara insieme a Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, capogruppo regionale e consigliere regionale di Forza Italia, ha attaccato nel merito e nel metodo la decisione della Giunta regionale abruzzese di non agire a tutela del referendum davanti alla Corte Costituzione.

“Per dare una legittimità alla scelta di sfilarsi dal fronte delle altre nove Regioni, passando di fatto dalla parte del Governo, D’Alfonso ha fatto firmare a 15 consiglieri un documento che non ha nessun senso e nessun valore e che non rappresenta neanche tutta la maggioranza – ha proseguito Di Stefano – Dopo due consigli regionali che legittimamente e all’unanimità avevano dato un preciso mandato alla Giunta, a favore dei referendum, occorrerà un nuovo passaggio in aula nel corso del quale i rappresentanti del centrosinistra dovranno metterci la faccia”.

Il deputato di Forza Italia ha inoltre annunciato che porterà il caso all’attenzione del presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali, Gianpiero D’Alia, “per verificare la legittimità del provvedimento”.

Di Stefano, infine, ha accusato D’Alfonso di essere unicamente alla ricerca della benevolenza di Renzi: “Il presidente del Consiglio ha deciso di ripristinare il limite delle 12 miglia, per le trivellazioni in mare, proprio per evitare di andare incontro a una debacle referendaria e D’Alfonso è giunto subito in suo soccorso, prendendo in giro i cittadini ed esprimendo una posizione truffaldina rispetto alla volontà espressa della nostra regione”.

SOSPIRI: ”ATTO ILLEGITTIMO DELLA MAGGIORANZA”

“La Giunta di centrosinistra ha commesso un grave sgarbo nei confronti delle altre Regioni che compongono il fronte a favore del referendum anti-trivelle, quelle stesse Regioni che sono venute in soccorso dell’Abruzzo sul caso Ombrina e che adesso, con la scusa del ripristino del limite delle 12 miglia, abbandoniamo al loro destino, schierandoci addirittura contro di loro e dalla parte del Governo”.

Così il capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri che ha utilizzato termini particolarmente duri, accusando il governatore Luciano D’Alfonso di ‘ruffianeria’ nei confronti del premier Renzi, “che si è manifestata attraverso una giravolta vergognosa”.

Il capogruppo di Forza Italia all’Emiciclo ha rimarcato: “Basti pensare alla Puglia, che lasciamo da sola alle prese con il problema delle Isole Tremiti, situate al di là del limite delle 12 miglia. Davvero pensiamo che un incidente petrolifero da quelle parti non ci riguardi?”. Il consigliere Mauro Febbo rincara la dose. “Nel momento in cui la Regione Abruzzo si deve costituire in giudizio, può farlo attraverso delibere di giunta o del consiglio regionale – osserva l’esponente di Forza Italia – Questo documento con quindici firme, che peraltro avrà anche dei costi, è un atto illegittimo di cui la maggioranza dovrà rispondere”.