L’AQUILA – Un lungo serpentone di auto a bloccare il traffico sulla superstrada e poi la marcia fino al tribunale, per creare un po’ di scompiglio e disagio anche fuori gli uffici giudiziari.
È il venerdì di fuoco degli avvocati di Sulmona e Avezzano, arrivati all’Aquila per protestare contro la soppressione dei due tribunali, prevista nella riforma della Giustizia connessa alla spending review, e l’accorpamento a quello del capoluogo, che si trova delocalizzato nella sede di Bazzano dopo che il terremoto ha distrutto l’edificio di via XX settembre.
Armati di fischietti e striscioni, gli avvocati si sono ritrovati questa mattina in circa 160 (arrivati con 60 autovetture) proprio davanti la sede di Bazzano dopo essere partiti quasi in contemporanea dalle rispettive città. L’obiettivo? Creare disagio e “simulare” una giornata lavorativa all’Aquila, che con l’accorpamento dei tribunali, secondo loro, andrebbe in tilt.
“Vogliamo dimostrare l’assurdità di questo provvedimento. Quello dell’Aquila non può farcela a ospitare altri uffici giudiziari, visto che si trova già in una situazione di forte difficoltà”. A parlare è il presidente dell’ordine degli avvocati di Sulmona, Gabriele Tedeschi, che chiede di riprendere in considerazione il decreto “che prevede il differimento di tre anni di ogni decisione per i tribunali abruzzesi”.
“Il Consiglio superiore della magistratura – ha aggiunto – ha già espresso parer favorevole al nostro, ora aspettiamo la decisione delle Commissioni di Giustizia di Camera e Senato”.
“Quello di Avezzano è il terzo tribunale d’Abruzzo per produttività e mole di lavoro – ha commentato il consigliere del’ordine degli avvocati di Avezzano, Pierluigi Oddi – la sua soppressione porterebbe alla morte della Marsica perché significherebbe togliere un presidio di legalità importante”.
La prospettiva di rimandare gli accorpamenti di tre anni non è comunque positiva per il presidente del’ordine degli avvocati di Avezzano, Sandro Ranaldi.
“Il tribunale dell’Aquila non sarà in grado di contenere gli altri due neanche tra dieci anni – ha detto – Per dimensioni, sarebbe più logico che quello dell’Aquila venisse accorpato a quello di Avezzano”.
Se il decreto legge del ministro della Giustizia verrà confermato, saranno 37 i tribunali soppressi a livello nazionale e 38 le Procure minori a scomparire.
Sono 680 gli avvocati del foro di Avezzano (più 250 praticanti) e un centinaio le persone che lavorano al palazzo di giustizia marsicano, mentre i numeri di Sulmona sono più ridotti: 300 avvocati e 70 persone impiegate al tribunale.
“Notevoli saranno le difficoltà logistiche se tutto verrà trasferito all’Aquila – spiega l’avvocato del Foro di Sulmona Antonella Di Nino, vice presidente della Provincia – difficoltà al traffico e nel trovare parcheggio. Oggi il disagio non è evidentissimo perché l’Università, che si trova qui vicino, è chiusa”.
Ha partecipato alla manifestazione di protesta anche il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, che ha bollato la riforma del sistema giudiziario come “inattuabile”, spiegando che “l’efficienza tanto voluta non migliorerà, perché il tribunale dell’Aquila non riuscirà a contenere altri 200 dipendenti e si sarà costretti a pagare altri locali in affitto, cosa che comporterà un ulteriore esborso e, quindi, nessun risparmio”.
La protesta si è poi spostata davanti la nuova sede della Corte d’Appello, in viale 25 aprile, per poi rientrare. Ma gli avvocati annunciano di andare avanti con altre manifestazioni contro le soppressioni.
DI PANGRAZIO: “SOLLECITEREMO IL PD ANCHE A ROMA”
Nel corso della manifestazione che avvocati e Presidenti degli ordini di Sulmona ed Avezzano hanno svolto oggi all’Aquila per far comprendere le difficoltà di un eventuale accorpamento dei Tribunali di Avezzano e Sulmona con quello di L’Aquila, il consigliere regionale Giuseppe Di Pangrazio è intervenuto per riferire dell’incontro tenutosi a Roma con i capigruppo di Camera e Senato Franceschini e Finocchiaro.
Il consigliere ha ribadito l’impegno di questi ultimi a sostenere quanto già previsto dal comma 5 bis dell’articolo 1 della legge 148 del 2011, introdotto dall’art. 1 comma 3 della legge n. 14/2012, nel quale in virtu’ degli effetti prodotti dal sisma del 6 aprile 2009 sulle sedi dei tribunali dell’Aquila e di Chieti, il termine per l’esercizio della delega relativamente ai soli tribunali aventi sedi nelle province dell’Aquila e di Chieti è differito di tre anni.
Di Pangrazio, accompagnato dal vicesindaco di Avezzano Boccia e dal Presidente del consiglio Domenico Di Berardino, ha inoltre citato il parere pronunciato dal CSM in merito alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie che all’articolo 10 (Entrata in vigore e data di efficacia) esprime quanto di seguito riportato:
“Comprensibile e condivisibile, in ragione delle particolari e gravissime vicissitudini conseguenti agli eventi tellurici del 6 aprile 2009 (che hanno toccato direttamente anche l’edilizia giudiziaria dell’area), è il disposto dell’ art. 1 comma 5 bis della legge n. 148/2011, introdotto dall’art. 1 comma 3 della legge n. 14/2012, con riferimento agli uffici giudiziari di L’Aquila e Chieti”.
Da un’attenta analisi il CSM sembrerebbe rafforzare quanto già sancito dal comma 5 bis dell’articolo 1 della legge 148 del 2011 in cui si parla di differimento dell’esercizio della delega ad adottare uno o più decreti legislativi per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari. Di Pangrazio auspica che ora le commissioni parlamentari, in sede d’esame dello Schema di decreto legislativo recante “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, in attuazione dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n.148”, sostengano il dettato del citato comma 5 bis. Il consigliere ribadisce comunque che tornerà ad incontrare i capigruppo del Pd alla camera e Senato, l’onorevole Marini e gli onorevoli abruzzesi affinchè procedano nel loro impegno a far si che trovi applicazione, per le circoscrizioni di L’Aquila e Chieti, il differimento di tre anni dell’esercizio della delega alla riorganizzazione degli uffici giudiziari.





