L’AQUILA – Il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ha accolto la richiesta di incontro avanzata dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, per affrontare la questione riguardante il futuro dei tribunali minor

Il Ministro ha fissato per il giorno 2 febbraio, alle ore 17, la data dell’incontro, presso il Ministero a Roma, a cui parteciperà, insieme al presidente Marsilio, la delegazione abruzzese.

Si tratta di un incontro più volte sollecitato dal governatore che, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha espresso apprezzamento “per le misurate e sagge riflessioni” sul tema, offerte dalla presidente della Corte di Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera, complimentandosi “per i risultati raggiunti nell’attività dagli uffici giudiziari abruzzesi”.

“Il passaggio dedicato alle difficoltà e alle incertezze legate alla soppressione dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto, espresse con la prudenza e l’equilibrio suggerito dal ruolo e dal contesto, dovrebbero far riflettere il Ministero della Giustizia, finora tetragono nella sua determinazione nell’applicare la prevista soppressione”, aveva detto.

Il tutto, mentre nei giorni scorsi sono stati diversi i territori a testimoniare il no alle chiusure in Abruzzo. Ad essere soppressi, secondo la riforma della Giustizia, dovrebbero essere i tribunali di Avezzano e Sulmona, in provincia dell’Aquila, che saranno accorpati con quello del capoluogo, e di Vasto e Lanciano che saranno accorpati a quello del capoluogo teatino.

Contro la chiusura del tribunale di Avezzano, 600 avvocati marsicani hanno deciso di astenersi dalle udienze per 8 giorni, fino alla fine di gennaio. Lo sciopero è partito il 18 gennaio scorso, con 100 udienze saltate in una sola giornata, tra quelle riguardanti il settore della giustizia civile e quella del lavoro, ma anche i processi penali, con gli avvocati che rivendicano a gran voce la necessità della presenza di un presidio giudiziario sul territorio.

A Sulmona, invece, l’Assemblea degli avvocati, ha deliberato, su proposta del Consiglio dell’Ordine, l’astensione dalle udienze civili e penali per i giorni 19, 20 e 21 gennaio.

“Tale forma di protesta, attuata d’intesa con i Fori di Avezzano, Lanciano e Vasto, mira, in particolare, a denunciare la mancanza della più volte sollecitata interlocuzione da parte del Governo e, in particolare, del Ministero di Giustizia, rispetto alle istanze volte alla salvaguardia del Tribunale di Sulmona e degli altri Tribunali abruzzesi subprovinciali, nonostante le molteplici e oggettive ragioni che rendono del tutto irrazionale e intempestivo, anche nel quadro dell’attuale contingenza pandemica, l’accorpamento ai Tribunali provinciali di L’Aquila e Chieti, ad oggi previsto per al 14 settembre 2022” si legge in una nota dell’Assemblea.

Della stessa idea, l’avvocato Silvana Vassalli, del Foro di Lanciano che, sempre in occasione dell’anno giudiziario, aveva evidenziato come una grossa fetta di territorio, come il sud dell’Abruzzo, rimarrebbe senza presidi di legalità”.

“Mi auguro che le parole espresse in una occasione così solenne, possano finalmente scardinare tanta testardaggine, aprendo la strada all’approvazione in Parlamento dell’emendamento da me sollecitato e sostenuto dai parlamentari abruzzesi (e non solo) di tutti i partiti che prevede la proroga di due anni, utile anche a rivedere la geografia giudiziaria nel suo complesso. Rilevanti anche i passaggi sui nuovi criteri ‘filtro’ per il rinvio a giudizio, per non disperdere più energie a coltivare processi-spettacolo che si risolvono in assoluzioni seriali, ma che comportano un carico di sofferenza e di pene per gli imputati, in favore del criterio del ragionevole pronostico positivo, che permette di concentrare l’azione giudiziaria sui casi di più evidente e certa colpevolezza; e quello sulla necessità di recuperare la credibilità della Magistratura e delle Istituzioni dello Stato presso i cittadini seguendo la strada dell’efficienza, dell’efficacia, dell’imparzialità e della serietà dei comportamenti, invece di alimentare polemiche distruttive tra i diversi Organi dello Stato”, aveva intanto chiosato Marsilio.