L’AQUILA – Gli Uffici Giudiziari Minorili e l’Avvocatura del Distretto d’Abruzzo denunciano la situazione critica in cui versa il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila, unico competente per l’intera regione, definito “sconfortante” per la carenza di personale e l’aumento costante dei carichi di lavoro: magistrati e avvocati rivolgono un appello alle istituzioni per individuare le soluzioni ai problemi “nel comune interesse pubblico e a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Attualmente – riporta l’Ansa – al Tribunale lavorano solo dieci unità di personale sulle 21 previste dalla pianta organica, già ritenuta obsoleta e sottodimensionata: oltre il 50% di scopertura che – secondo i denuncianti – rende difficile gestire procedimenti sempre più complessi, legati sia alla sfera penale sia a quella civile.

Si segnalano carenze di organico anche in Procura, competente su scala regionale: sono in servizio appena sette amministrativi, a fronte dei 12 previsti. Negli ultimi anni è cresciuto il numero di minori coinvolti in episodi di cronaca anche gravi, come autori o vittime di reati contro la persona. A ciò si aggiunge la prossima riapertura dell’Istituto Penale Minorile, accolta con favore per i benefici sui ragazzi detenuti, ma destinata a comportare un ulteriore aggravio di lavoro per uffici già in sofferenza.

In sede civile, il Tribunale è chiamato a interventi rapidi di tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, dalla prevenzione del disagio sociale alla protezione di minori in situazioni familiari difficili: compiti che richiedono approfondimenti accurati e decisioni tempestive, ma che rischiano di essere compromessi dalle carenze strutturali.

“Non è più possibile ignorare – spiegano avvocati e magistrati – che le carenze di personale si riflettano nell’impossibilità di un’efficace risposta. E allora, in assenza di concreti interventi sulle predette carenze, interrogarsi sulle cause del disagio giovanile e su come prevenire gravi reati, nonché sulle prassi virtuose per reintegrare i minori nel tessuto sano della società, diventa pura retorica”.