L’AQUILA – Rientro traumatico, e non poteva essere diversamente, per i numerosi dipendenti del palazzo di giustizia di via XX Settembre all’Aquila dopo l’esodo negli uffici di Pile in seguito all’incendio causato da un corto circuito al piano meno 2 che ha comportato aria malsana.
Ora la situazione è migliorata ma non abbastanza. “La maggior parte di noi”, dicono, “indossa la mascherina per proteggersi dalla fuliggine residua che notiamo anche in alcuni angoli del pavimento. Non ci sembra che ci sia stata una sanificazione all’altezza delle attese sta di fatto che siamo insoddisfatti visto che in ballo ci sta la salute. Gli addetti alle pulizie si sono mossi nei limiti del possibile e con tempi ristretti ma la sanificazione è altra cosa e non spetta a loro”.
Udienze complicate anche perché solo stamani molto materiale è stato riportato dagli uffici di Pile e gli spazi per ora non sono quelli di prima.
Ma che il quadro sia in evoluzione e la normalità è lontana lo conferma un provvedimento del presidente del tribunale nel quale si prevede “che non venga espletata attività lavorativa i tutte le stanze che si affacciano al piano terra delle cancellerie civili disponendo per quanto possibile il lavoro agile e che per chi lavora in presenza si predispongano postazioni al primo piano riservando ogni ulteriore provvedimento”. Questa nota è del 6 luglio.
Si attende con ansia l’esito dell’incontro chiesto dai sindacati ai vertici istituzionali degli uffici giudiziari.





