L’AQUILA – L’Ama verso l’azienda unica regionale del trasporto: la Giunta comunale dell’Aquila, infatti, ha approvato la proposta di deliberazione relativa al riposizionamento dell’Azienda mobilità aquilana (Ama), all’interno della holding abruzzese costituita da Arpa, Sangritana e Gtm
“La Regione Abruzzo – si legge nel provvedimento – ha disposto l’avvio del processo di aggregazione delle società regionali operanti nel trasporto pubblico, in questo quadro riorganizzativo sarebbe opportuno valutare anche l’Ama, azienda di rilievo nel contesto regionale, sull’esempio di operazioni già nate in altri contesti territoriali come l’Emilia Romagna e la Toscana”.
“I vantaggi – recita ancora la proposta – sarebbero: le potenziali sinergie operative, la mobilitazione di risorse per il rinnovamento del parco mezzi, il prolungamento ex lege dell’affidamento senza necessità di procedure competitive, la possibile valorizzazione della partecipazione e il minor impegno dell’amministrazione comunale”.
L’Ama, la più “antica” delle municipalizzate aquilane, occupa attualmente circa 140 dipendenti ed è a totale partecipazione azionaria del comune.
Dopo il sisma, il chilometraggio percorso è passato da circa 3 a 4 milioni di chilometri annui percorsi: a fronte di tale aumento, dovuto al “riposizionamento” dei luoghi della città post sisma (per esempio le aree del progetto C.a.s.e.), tuttavia l’utenza è scesa del 25 per cento.
Criticità notevoli queste, dovute all’effetto terremoto, che si ripercuotono anche in termini di qualità del servizio erogato: “Nei picchi ante sisma – spiegano ad Abruzzoweb gli uffici dell’Ama – si garantivano corse nelle linee più affollate ogni dieci minuti, mentre oggi si parla di trenta minuti di media a causa del nuovo traffico cittadino”.
Dai dati del quadro economico aziendale, emerge come l’Ama si alimenti per circa il 53 per cento dalla Regione (Fondo nazionale trasporti), per il 26 per cento dai ricavi dall’utenza e per la restante parte, pari al 21 per cento, dal contributo del Comune dell’Aquila, pari a 2,5 milioni di euro annui.
Il fondo regionale, tuttavia, è parametrato sulle stime chilometriche degli anni ’80, ovvero su circa 2 milioni annui di chilometri percorsi, a fronte dei 4 attuali. Una situazione che, negli anni, ha penalizzato notevolmente il Comune dell’Aquila rispetto agli altri capoluoghi di provincia abruzzesi, che per il trasporto locale spendono molto meno.
La normativa del governo Monti, che obbliga i servizi pubblici locali a riorganizzarsi su ambiti territoriali ottimali, spinge dunque necessariamente all’accorpamento, tanto che la stessa Regione si è data il termine del 30 giugno prossimo per ridefinire i nuovi asset del trasporto pubblico abruzzese.
Per la nuova amministrazione dell’Aquila si porrà dunque la priorità immediata di non far perdere all’Ama il “treno” dell’azienda unica.





