CHIETI – Il progetto di Legge sulla società unica dei trasporti, approvata in commissione e che arriverà in Consiglio regionale il 9 dicembre prossimo, continua ad alimentare il dibattito e le polemiche.
La Cgil sostiene che come scritta non garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali nei confronti dei lavoratori delle tre società Arpa, Gtm e Sangritana, le tre società che si fonderanno, nonché delle società partecipate Cerella e Sistema.
Il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, replica intanto al vice sindaco di Lanciano (Chieti), Mauro Valente, che accusa il centrodestra di aver votato assieme al centrosinistra in commissione un provvedimento che sacrificherà la Sangritana per salvare la super indebitata Arpa.
Punt forti della riforma sono un unica società con un solo cda, invece degli attuali tre, e meno dirigenti, un’unica centrale di acquisto, razionalizzazione del servizio ottenuta integrando il trasporto su gomma con quello del ferro.
Secondo la Cigl però il progetto di legge, viene spiegato in una nota, “è carente per la parte attinente le clausole sociali a tutela dell’occupazione. Il solo riferimento all’accordo sottoscritto il 20 dicembre 2012 tra la Regione Abruzzo e i rappresentanti sindacali dei trasporti, risulta assolutamente insufficiente. Di questo accordo viene riportato, nella relazione illustrativa, solo l’impegno ad escludere per i lavoratori delle tre società, qualsiasi forma di armonizzazione e allineamento ai trattamenti economici più favorevoli derivanti dagli accordi aziendali vigenti”.
I sindacati temono insomma che la fusione porterà ad una riduzione del personale. Per evitare questo allora bisogna evitare di sprecare risorse.
“Nella consapevolezza dell’esiguità delle risorse destinate dal Governo centrale al settore – spiega la Cgil – non deve essere consentito di distogliere le stesse, nemmeno in minima parte, per il finanziamento di attività non direttamente correlate al servizio di trasporto pubblico locale , come attività turistiche, agenzie di viaggio, impianti di risalita”.
Il sindacato chiede poi garanzie sul fatto che “cessino anticipatamente tutte le nomine politiche, componenti del consiglio di amministrazione, direttore generale e vice direttore generale”, e che i nuovi organi vadano a casa “in presenza di bilanci in perdita, con l’immediata rimozione per giusta in caso di inefficienza”.
Altro tema caldo della riforma, il timore che venga ridimensionato il ruolo della Sangritana.
Accusa espressa in particolare da Valente, vicesindaco di Lanciano, città dove ha sede la società, dicendosi “sgomento nel vedere la convergenza anche della minoranza di centrodestra su questo scellerato progetto. Centrodestra che a chiacchiere protesta ma che poi in aula vota con la maggioranza”.
Affermazioni che Febbo liquida come false e “campanilistiche“.
“Il centrodestra in commissione non ha votato nulla – premette Febbo – Valente se lo metta in testa; in primis abbiamo presentato centinaia di emendamenti in sede di commissione che hanno impedito che il provvedimento venisse portato in aula lo scorso martedì 2 dicembre, mentre mercoledì abbiamo abbandonato l’aula durante la discussione, lasciando depositati i nostri emendamenti. Questo in attesa che la maggioranza di centrosinistra formalizzasse un emendamento che stabilisca di portare il progetto di fusione all’attenzione del consiglio regionale, allora sarà il momento di ragionare, confrontarsi e studiare, lo dico per Valente”.
“Sono questi gli aspetti che interessano un ‘saggio” amministratore – incalza Febbo – che proprio in virtù del suo ruolo dovrebbe imparare a guardare oltre e non solo il proprio orticello, magari nella speranza di qualche consenso e di qualche titolo giornalistico. Sono prontissimo a confrontarmi con Valente, quando e dove vuole, per spiegargli i bilanci delle tre società ma nel frattempo la finisse di ergersi a capo ultrà della curva della Sangritana, che peraltro è già tutelata benissimo da me e dal centrodestra”.
“Sappia il vice sindaco di Lanciano – conclude – che le nostra priorità sono chiaramente gli interessi delle tre aziende regionali, del servizio e delle maestranze che stiamo difendendo e attenzionando, con l’ausilio di professionisti, con la massima cautela”.






