L’AQUILA – I distributori di carburante a marchio Esso di Abruzzo, Marche e Toscana resteranno chiusi fino alle 7 del mattino di domani in segno di protesta contro Petrolifera Adriatica, subentrata nella proprietà degli impianti a Esso italiana Srl, che secondo Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio “si rifiuta di applicare l’accordo economico e normativo vigente e pratica condizioni unilaterali peggiorative ai gestori della rete, violando le leggi di settore”.

Le ragioni della protesta sono state esposte oggi in un incontro in Regione Toscana.

“Abbiamo sollecitato l’interessamento del ministero – ha affermato Stefano Ciuoffo, assessore regionale allo Sviluppo economico -, è una situazione insopportabile: siamo vicini a una parte di questa categoria, che subisce un ricatto vero e proprio dalla disapplicazione dei contratti nazionali”.

Alcune decine di gestori, sostengono Faib Fegica e Figisc, “sono già in tribunale per vedersi riconoscere i loro diritti violati benché normativamente tutelati”.    

“Sostanzialmente – ha aggiunto Ciuoffo – siamo davanti ad una messa a rischio del sistema, che la Regione condanna dato che quello che a noi interessa è, da una parte la tutela di chi lavora, che deve veder riconosciuto il proprio lavoro, dall’altra il rischio che questo comporti un progressivo decadimento, delle condizioni di lavoro così come di quelle di sicurezza”.

L’assessore ha ricordato che “la Regione può tentare di aiutare i gestori sollecitando chi ne ha competenza per far in modo questa situazione si sblocchi. Abbiamo più volte sollecitato il Mise, lo solleciteremo ancora. Il ministero ha contattato Petrolifera Adriatica, ma mi risulta che gli incontri siano stati abbastanza dilazionati nel tempo. Ho il ragionevole dubbio che sia una tecnica dilatoria per sfuggire ad un percorso che altre categorie hanno rispettato”.

All’iniziativa di oggi in Regione hanno partecipato Andrea Stefanelli, presidente regionale Faib Confesercenti, Marino Milighetti, presidente regionale Figisc Confcommercio, e Giancarlo Piccioni, segretario nazionale della Fegica-Cisl, insieme a una delegazione dei benzinai in sciopero.