AVEZZANO – Sarebbe stato un debito di cento euro che la vittima vantava nei confronti del suo assassino quale saldo per il pagamento di un’autovettura che gli aveva venduto.
E proprio per l’urgenza di definire la transazione, dovendo Abdelhadi Lem Saadi, 27 anni, tornare in Marocco, si sarebbero incontrati nella serata di sabato scorso. Proprio a bordo dell’autovettura che quest’ultimo aveva venduto a Hammadi El Ghiabi coetaneo e connazionale, una Wolkswagen Polo, si animava la discussione.
I due si erano allontanati dal centro abitato lungo una strada del Fucino, probabilmente la 36. I toni sempre più accesi, le parole pesanti, l’arresto della macchina e la colluttazione fuori dal mezzo, nel corso della quale, El Ghiabi ha colpito più volte alla testa il suo antagonista, con un sasso raccolto lì vicino.
In seguito El Ghiabi ha caricato in macchina la vittima con l’intenzione di portarlo in ospedale ma, poi, per timore delle conseguenze, ha vagato per due-tre ore, nelle strade del Fucino fino a quando si è reso conto che l’uomo era morto e lo ha gettato nel pozzo dove il corpo è stato rinvenuto.
L’uomo ha vissuto con questo segreto fino alla giornata di lunedì, quando i carabinieri di Trasacco (L’Aquila) che stavano indagando sulla scomparsa di Lem Saadi, lo hanno convocato in caserma.
Secondo le ricostruzioni proprio lui era stato l’ultimo a vedere lo scomparso prima che se ne perdessero le tracce.
L’omicida, in un primo tempo, ha tentato di occultare le prove, per simulare una assoluta estraneità ai fatti. Tuttavia ben presto, forse per il rimorso di quanto commesso, forse consapevole che gli investigatori ormai giunti a lui avrebbero impiegato poco tempo a scoprire le tracce del delitto, si ripresentava presso la stazione carabinieri di Trasacco, confessando tutto e accompagnando i militari nel luogo dove si trovava il cadavere.
El Ghiabi è stato sottoposto a fermo di indagato e rinchiuso nel carcere di Avezzano (L’Aquila) in attesa della necessaria udienza di convalida.
Nelle prossime ore si procederà all’autopsia sul corpo della vittima.
El Ghiabi era già sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza in seguito all’arresto operato sempre dai carabinieri di Trasacco che, lo scorso 18 novembre 2011, lo avevano sorpreso in possesso di sostanze stupefacenti.




