L’AQUILA – Una ennesima tragedia in Libano, al centro di una pericolosa escalation, nel tentativo secondo quanto dichiarato da Israele di colpire Hezbollah: un dramma che colpisce anche la comunità aquilana per la morte sotto ai bombardamenti di Hadi Zaiter, studente internazionale, libanese di 25 anni, iscritto al secondo anno della laurea magistrale di Ingegneria civile all’Università dell’Aquila.

Insieme a lui, nell’attacco avvenuto a Baalbek lunedì scorso, 23 settembre, sono morti anche madre, padre e due dei suoi tre fratelli.

Il giovane, che si trovava in Libano con la famiglia per trascorrere le vacanze, sarebbe dovuto tornare a giorni nel capoluogo regionale, dove abitava in centro storico ed era molto ben integrato, riferiscono fonti dell’Università.

Il rettore dell’Università dell’Aquila Edoardo Alesse esprime così il suo cordoglio: “Siamo profondamente addolorati per questo tragico e ingiusto evento che ha colpito un nostro studente e la sua famiglia. Partecipiamo al dolore nella speranza che tragedie del genere non si verifichino più. Condoglianze ai familiari”.

Il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi dichiara: “Sono profondamente dispiaciuto per la tragica morte dello studente libanese iscritto alla facoltà di ingegneria dell’ateneo aquilano, vittima del conflitto che si sta consumando in Medio Oriente, insieme ai suoi familiari. Altrettanto lo sono per la comunità di Baalbek, gemellata con L’Aquila, che abbiamo avuto l’onore di ospitare, ormai qualche anno fa, in occasione della Perdonanza. La perdita di giovani vite innocenti ci lascia sgomenti. L’auspicio è che il fuoco cessi. Il drammatico scenario geopolitico che si va delineando impone alle istituzioni mondiali tutte di continuare a operare affinché ciascuno faccia un passo indietro”.

In una nota il Pd dell’Aquila scrive: “Siamo profondamente addolorati e turbati dalla tragica morte dello studente libanese iscritto alla facoltà di ingegneria dell’Università degli studi dell’Aquila, vittima della violenza che sta insanguinando il Medio Oriente. Non è accettabile continuare ad assistere inermi a quello che sta accadendo da troppo tempo a Gaza e, in questi ultimi giorni, in Libano. Ogni giorno, decine e decine di vittime innocenti interrogano la nostra coscienza. Sono numeri da genocidio. L’Europa e la comunità internazionale devono assumere immediatamente una iniziativa per fermare Nethanyahu e il suo governo di estremisti, e per raggiungere il cessate il fuoco. L’Aquila oggi è stata colpita al cuore: venerdì, in tutte le scuole della città, si osservi un minuto di silenzio per il nostro fratello ucciso e per la sua famiglia”.