L’AQUILA – Alcuni studi hanno dimostrato come il 47,2 per cento delle persone subisce alterazioni d’umore a causa dell’eccessiva sudorazione, quasi un terzo riscontra addirittura delle limitazioni al primo incontro e nel dare la mano agli interlocutori.
Per combattere un fenomeno che, in fin dei conti, rende meno sicuri e condiziona la vita di tutti i giorni, nel reparto di Neurologia dell’ospedale dell’Aquila diretto dal professor Carmine Marini, è attiva la tecnica di microiniezioni di tossina botulinica sotto le ascelle, sotto la pianta dei piedi o sul palmo della mano.
Al San Salvatore, l’unico nosocomio in Abruzzo insieme a quello di Pescara, il dottor Rocco Totaro, in attività intramoenia, effettua la terapia già da qualche anno.
“Il problema è più di carattere estetico-sociale che medico”, chiarisce subito, spiegando come si tratti di un semplice intervento ambulatoriale della durata di una ventina di minuti, preferibile all’alternativa chirurgica che prevede l’asportazione delle ghiandole sudoripare che ha maggiori controindicazioni.
“Sebbene la sudorazione è un fenomeno naturale necessario per la regolazione della temperatura corporea, in circa l’1-2% delle persone questo fenomeno avviene in modo abnorme e con un’intensità maggiore di quello necessario per mantenere una temperatura corporea costante – spiega ad AbruzzoWeb – Questo disturbo viene definito iperidrosi. La sudorazione eccessiva può riguardare più raramente tutto il corpo (iperidrosi generalizzata) o più frequentemente alcune parti (iperidrosi focale), come mani, ascelle o piedi”.
“L’iperidrosi può manifestarsi con attacchi di sudorazione o, meno frequentemente, in modo continuo. Può essere provocata da un alta temperatura ambientale o stress emotivi, ma può anche manifestarsi senza alcuna causa scatenante apparente. Spesso, ma non sempre, si aggrava durante i mesi estivi e migliora in inverno”.
“La tossina del batterio Clostridium botulinum è in grado di bloccare la secrezione del sudore da parte della ghiandola sudoripara. Tale effetto – aggiunge Totaro – viene determinato dalla inibizione del rilascio di un neurotrasmettitore, l’acetilcolina, dalle terminazioni nervose presinaptiche con conseguente arresto dell’impulso nervoso responsabile della stimolazione della ghiandola sudoripara. Solo dopo svariati mesi, le terminazioni nervose riacquistano la capacità di rilasciare nuovamente l’acetilcolina con graduale ripresa della sudorazione”.
La terapia consiste nell’effettuazione di molteplici iniezioni subdermiche con minime quantità di tossina in modo da coprire uniformemente la superficie interessata dall’eccessiva sudorazione, e l’effetto inibitorio dura per almeno 5-8 mesi.
“Il maggiore pregio di questo metodo consiste nella quasi totale assenza di effetti collaterali”, conclude Totaro, spiegando come “il trattamento è ripetibile a distanza di tempo, generalmente una volta l’anno, e non induce dipendenza o tachifilassi”.



