TORTORETO – “Nel 2020 la Betafence ha guadagna il 20% in più e conferma la chiusura del sito di Tortoreto”
E il durissimo attacco di Cisl e Cgil. A rischio anche in Abruzzo 155 addetti dell’azienda, leader mondiale nelle recinzioni, e delle 150 persone impiegate nell’indotto.
Il dato sorprendente è emerso oggi pomeriggio di oggi l’incontro sindacale con la direzione aziendale di Betafence Italia per conoscere ufficialmente i dati di fatturato e di bilancio conseguiti fino al 31 luglio 2020.
Di questo argomento e dei “piani speculativi” su Betafence Italia, si tornerà a parlare nella riunione prevista per martedì 1° settembre in videoconferenza con il Ministero dello Sviluppo Economico alla presenza della Sottosegretaria Alessandra Todde. All’incontro, per l’azienda parteciperà l’amministratore delegato del gruppo Praesidiad Dino Koutrouki, ma mancheranno i rappresentati del fondo di investimento Carlyle, proprietario del gruppo e quindi di Betafence, il cui responsabile italiano è Marco De Benedetti.
“Com’era ampiamente nell’aria, il 2020 – si legge nella nota -, l’anno del Covid che dovrebbe essere la causa della chiusura del sito di Tortoreto, si è rivelato migliore del 2019. Al 31 luglio, infatti, il fatturato si è attestato intorno a 20 milioni e quattrocentomila euro, praticamente in linea con i 21 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Quello che è cresciuto di più del 20%, però, è l’Ebitba (l’indicatore che misura la ricchezza generata dell’azienda). A crescere, passando da 1 milione ed ottocentomila euro del 2019 a 2 milioni e duecentomila euro del 2020, è stato il reale guadagno dell’azienda”.
“È quindi aumentato quanto la proprietà di Betafence Italia si è messa in tasca grazie al lavoro dei 155 dipendenti; quella stessa proprietà che vuole chiudere il sito e delocalizzare in Polonia. La riunione di oggi è stata anche l’occasione per chiedere notizie, alla luce di quanto circolato nei giorni scorsi, sull’eventuale attivazione della cassa integrazione per COVID 19. Da un lato l’azienda ha confermato che sta valutando questa opportunità, dall’altro i segretari di Fim Cisl e Fiom Cgil, oltre alla Rsu, hanno ribadito la totale contrarietà a questa evenienza: uno strumento pensato per salvare le aziende messe in difficoltà dalla pandemia non può essere utilizzato da chi aumenta i propri guadagni e sfrutta il Covid per speculare e chiudere aziende in Italia”.






