L’AQUILA – “Ribadiamo il nostro fermo No all’impianto di gestione rifiuti che il Comune di Tornimparte intende realizzare nella zona del bosco delle Felciare. Siamo certi inoltre che, per un territorio come il nostro che non agisce su ‘economie di scala’ sia inutile e poco redditizio pensare ad una gestione locale del rifiuto”.
Torna a sottolinearlo il Comitato “Salviamo Le Felciare”, composto da citatdini di Tornimparte e Scoppito (L’Aquila) che si oppongono alla scelta dell’amministrazione di Tornimparte di realizzare un impianto costituito da un centro per la raccolta rifiuti e un sito di produzione compost da rifiuti organici.
“Bisognerebbe guardare avanti verso politiche orientate alla diminuzione della produzione del rifiuto stesso facilmente attuabili nel nostro Comune data la bassa densità demografica (47,79 ab./km2) che etichetta Tornimparte come territorio scarsamente popolato – si legge in una nota – La concezione degli impianti di gestione rifiuti pensati per la zona delle Felciare vanno proprio nella direzione opposta essendo sicuramente necessari ed indispensabili a servire zona intensamente abitate, non certo dove su un chilometro quadrato non vivono neanche 50 persone”.
“Dopo la passeggiata nel bosco che ha portato quasi 200 persone tra i nostri splendidi luoghi abbiamo avuto diverse occasioni per confrontarci con altri cittadini ed approfondire con loro la tematica anche in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale al quale abbiamo partecipato. Siamo sempre più convinti che portare rifiuti in quella zona, sia una scelta scellerata e assolutamente fuori contesto. Una delle principali criticità da evidenziare è sicuramente la viabilità stradale non idonea per mezzi che trasportano i rifiuti essendo, tali stradine, di servizio delle sole abitazioni del luogo e spesso a ‘raso’ con le stesse. Avremmo un continuo via vai di mezzi dove a malapena transitano insieme 2 autovetture e, purtroppo, perderemmo la spontanea funzione con tante persone a passeggio, di corsa o a praticare attività sportiva tutti i giorni”.
“Bisogna da subito pensare ad uno sviluppo di quei luoghi in linea con quello che è la loro naturale vocazione per evitare di infierire un duro colpo a tutta la zona che ricordiamo essere una delle poche, fra Scoppito e Tornimparte, in costante aumento demografico. Riteniamo inoltre che la previsione urbanistica che prevede un’area artigianale in quei luoghi sia vetusta e da rivedere. Troppo vicina a dei siti naturalistici spontanei quali lo splendido bosco delle Felciare e i torrenti che sfociano più avanti nel fiume Raio. La zona è divenuta rifugio naturale di numerosi animali selvatici tra cui volpi, poiane, lupi, cinghiali ecc che non trovano più spazi altrove; paradossalmente anche la sola illuminazione artificiale potrebbe rompere questo ecosistema spontaneo”.
“Siamo disposti al dialogo anche da subito, percorrendo, con chi vuole ascoltarci, la strada della conservazione delle nostre bellezze naturali e della fauna orientando scelte e azioni amministrative verso il consumo ‘zero’ di suolo ed il rispetto totale dei luoghi. Solo così possiamo salvaguardare il trend di crescita demografica avuto dalla zona diventando finalmente ‘competitor’ anche dei territori vicini”, conclude il Comitato.






