L’AQUILA – “Un recente episodio dipinge chiaramente il disagio dei pazienti oncoematologici dell’ospedale San Salvatore”, dichiara in un comunicato il capogruppo al Comune dell’Aquila della Democrazia cristiana per le autonomie, Roberto Tinari.

 
“Un episodio triste – prosegue – che conferma le perplessità sul futuro di questi reparti ospedalieri che ho espresso pubblicamente qualche giorno fa”.
 
“Alcuni giorni fa – racconta Tinari – un paziente con una grave patologia ematologica in stadio avanzato, trapiantato e in terapia dialitica periodica, è andato al pronto soccorso su indicazione dei sanitari che lo seguono”.
 
“Aveva 40 di febbre per un’infezione delle vie respiratorie – prosegue – e ha dovuto attendere dalle 11 alle 15 prima di trovare una soluzione al problema della mancanza totale di posti letto disponibili al San Salvatore. Il ricovero è poi avvenuto in un letto di day hospital a Medicina ospedaliera, in carico al reparto di Nefrologia”.
 
“Il paziente ha potuto iniziare la terapia antibiotica solamente alle 19. Per fortuna si trattava di una faringite, ma in un paziente con queste malattie la febbre poteva avere ben altre cause e ben altro decorso – continua Tinari – Ho sentito l’obbligo di segnalare l’accaduto alla direzione dell’Asl e al Tribunale del malato”.
 
“Questo episodio – attacca il consigliere – mette chiaramente in evidenza i problemi che i pazienti oncoematologici possono avere dopo la chiusura di Medicina interna universitaria II ed Ematologia, definita temporanea dal direttore generale dell’Asl, Giancarlo Silveri“.
 
Tinari ricorda che il rettore dell’Università, Ferdinando Di Orio, e il professor Guglielmo Mariani già in passato avevano “ripetutamente chiesto soluzioni alla mancanza di letti per ricovero ordinario per i pazienti affetti da patologie ematologiche, sopratutto neoplastiche”, ma che “non hanno avuto risposta dai vertici dell’Asl”.
 
“È prevedibile che altri disguidi di questo tipo si possano verificare in futuro – si legge nel comunicato – tenendo conto che l’unità di Medicina interna universitaria II ed Ematologia ha in carico circa 1.000 pazienti”.
 
“Si ritiene che la soluzione sia quella di trasferire progressivamente tutti questi pazienti presso il reparto di Ematologia di Pescara? – si interroga Tinari – o forse si vuole incoraggiare un ulteriore impoverimento della nostra Asl a favore di quella di Teramo? Il tutto anche con il trasferimento di una risorsa importante come la scuola di specializzazione in Ematologia”.
 
“Speriamo – auspica il consigliere – che, con la mia lettera, questo silenzio venga rotto, con proposte operative che salvaguardino i pazienti, le loro famiglie e l’ospedale aquilano”.