SULMONA – La Guardia di Finanza ha denunciato una serie “furbetti” dipendenti del Comune di Sulmona che timbravano il cartellino e uscivano dall’ufficio. Sarebbero circa una cinquantina su un totale di 135 dipendenti.

Le indagini coordinate dal sostituto procuratore Stefano Iafolla hanno consentito di rilevare, in un arco temporale ampio circa 7 mesi, gravi irregolarità commesse da parte di molteplici impiegati.

Molti tornavano a casa a pranzo senza timbrare l’uscita dal posto di lavoro, altri uscivano dall’ufficio per andare al bar o a fare shopping.

Secondo quanto appurato dalle Fiamme Gialle c’era addirittura chi, con la complicità del collega presente in ufficio, registrava l’inizio o la fine del servizio pur essendo assente, raggiungendo poi in netto ritardo l’ufficio o allontanandosene in largo anticipo.

Tra le contestazioni di cui devono rispondere, c’è anche l’illegittima fruizione dei buoni pasto.

Le telecamere nascoste posizionate dai militari nel perimetro di alcune sedi del Comune, supportate da ulteriori attività di riscontro, come l’analisi dei tracciati dei cartellini magnetici, i pedinamenti, gli appostamenti e l’osservazione dei soggetti interessati, hanno così portato all’individuazione di numerosi soggetti.

In alcuni casi, i finanzieri hanno controllato anche la regolare emissione degli scontrini fiscali da parte dei negozi nei quali i dipendenti del Comune compravano durante le ore di lavoro.

L’acquisizione dei prospetti con i turni mensili di ciascun dipendente presso il Comune, ha permesso di riscontrare gli illeciti.

I responsabili devono rispondere di una serie di reati che vanno dalla truffa aggravata alle false attestazioni.

In merito alla vicenda è stata interessata anche la procura regionale della Corte dei Conti di L’Aquila per il recupero dei compensi illecitamente percepiti.

Subito dopo la divulgazione della notizia, nei corridoi e nelle stanze di palazzo San Francesco, la sede municipale, si respirava aria di preoccupazione e di sgomento.

Molti, tra dipendenti e funzionari, si sono riconosciuti nel video diramato dalle fiamme gialle girato nel corso dei sei mesi d’inchiesta.

Alcuni, davanti all’evidenza delle immagini hanno anche pianto, non nascondendo la forte preoccupazione per i provvedimenti che potrebbero arrivare da parte del Comune e dalla Corte dei Conti.

Tra gli indagati ci sarebbero anche tre dei quattro dirigenti comunali, per i quali la Guardia di Finanza sta valutando ogni singola posizione in merito soprattutto al mancato controllo sul personale.

“Se hanno sbagliato è giusto che debbano pagare”, è stato il commento di quei dipendenti rimasti fuori dal calderone dell’inchiesta delle fiamme gialle. 

La vicenda fa seguito ai casi di assenteismo scoperti al Distretto sanitario di Pratola Peligna, per i quali la magistratura contabile ha recentemente condannato tre dipendenti a risarcire la Asl.

IL SINDACO CASINI: ”UN DURO COLPO ALL’IMMAGINE DEL COMUNE”

“Un durissimo colpo per l’immagine di un Comune che con grande fatica, insieme alla mia giunta, stiamo cercando di riorganizzare”.

Lo afferma il sindaco Annamaria Casini intervenendo sulla vicenda che ha messo sotto inchiesta un terzo del personale del Comune per assenteismo. Il sindaco che si trova per impegni istituzionali fuori città, sottolinea due aspetti preoccupanti della bufera giudiziaria che ha travolto il Comune che amministra da soli 4 mesi.

“Il primo di carattere morale: stigmatizzo con forza, ammesso che tutte le accuse vengano provate, e censuro come dipendenti infedeli chi, in un momento di grave crisi occupazionale e in una nazione dove i cittadini chiedono alla politica di ridurre gli sprechi e la spesa pubblica, approfitta di una situazione di privilegio cercando di frodare la pubblica amministrazione e la stessa cittadinanza”.

“La seconda considerazione – aggiunge il sindaco di Sulmona Annamaria Casini – è di carattere tecnico-amministrativa: in un comune dove quasi la metà dei dipendenti è ora indagata per reati gravissimi, è fortissimo il rischio di una vera e propria paralisi della macchina comunale. Da qui il mio appello alla magistratura e alla Guardia di Finanza a chiudere nel più breve tempo possibile le indagini per arrivare a individuare con certezza chi si è macchiato di una così grave colpa”.

“Nello stesso tempo assicuro alla cittadinanza di essermi già attivata per potermi muovere nel miglior modo e tempestivo possibile – prosegue Casini – per cercare di non far ricadere le responsabilità di dipendenti non corretti su chi invece ogni giorno lavora con dedizione e scrupolo, ma soprattutto per scongiurare che l’organizzazione amministrativa del Comune di Sulmona possa subire gravi danni”. 

LA CIVITA, “CASO LASCIA SCONCERTATI”

“È un caso che lascia sconcertati, adesso più che mai è urgente una riorganizzazione della macchina comunale”.

Così l’assessore al Personale del Comune di Sulmona, Cristian La Civita, interviene sull’inchiesta della Procura su presunti casi di assenteismo che vede coinvolti quasi la metà dei dipendenti comunali.

“Appena preso possesso dell’incarico da assessore ho subito esaminato i cartellini di tutti i dipendenti comunali”, spiega La Civita, “notando qualche caso di irregolarità”.

Per questi motivi, e non solo, proprio l’assessore delegato al Personale, in accordo con la sindaca Annamaria Casini e il resto della giunta comunale, aveva diramato una circolare interna in cui si invitavano tutti i dipendenti, compresi funzionari e dirigenti, al puntuale rispetto degli orari di lavoro fissando alle 8,45 il termine massimo per timbrare l’inizio della giornata lavorativa.

“In particolare in quella circolare ho raccomandato a tutti di essere presenti puntualmente sul posto di lavoro soprattutto negli orari di ricevimento del pubblico”, conclude l’assessore al personale. “Non è assolutamente tollerabile che in quegli orari i cittadini trovino gli uffici vuoti così come ho fatto divieto dell’uso del telefonino personale durante le ore di lavoro”.