L’AQUILA – Ha accolto nelle sue stanze, tra volte affrescate e opere d’arte, la regine Margherita D’Austria e Giovanna I D’Aragona e presto tornerà a raccontare secoli di storia aquilana, palazzo Pica Alfieri, il cui atteso cantiere di consolidamento e restauro inizierà tra una settimana, lunedì 15 settembre.
Nello stesso giorno, ci sarà l’inaugurazione della complessa operazione di recupero, dall’importo di 8,3 milioni di euro e che terminerà il 12 gennaio 2017, alla presenza delle istituzioni cittadine e regionali.
Il palazzo barocco a tre piani che domina dal XV secolo piazza Santa Margherita, è stato residenza della famiglia nobile aquilana Pica Alfieri fino al 6 aprile 2009, oltre ad aver ospitato per anni storiche attività commerciali del capoluogo come la libreria Colacchi e il laboratorio artigianale di ceramiche il Grifo.
Le sue pietre che raccontano vita, nobiltà e storia hanno visto avvicendarsi tra i proprietari, prima della famiglia Pica Alfieri, la potente famiglia dei Lalle Camponeschi, quella dei Colonna e infine dei Barberini.
Unica in Abruzzo, la sua la sua galleria doppio volume, l’antico salone di rappresentanza della famiglia, che ospitava balli e feste, alta 11 metri, larga 8 e lunga 18.
Il palazzo venne ricostruito dai Pica Alfieri dopo il terremoto aquilano del 1703, prima di piegarsi a quello del 2009 che ha provocato ingenti alla struttura, agli impianti e all’apparato decorativo e artistico.
“Il palazzo tornerà ai suoi antichi splendori, siamo fieri e orgogliosi di poter restiture alla città parte della sua preziosa storia”, afferma ad AbruzzoWeb il proprietario Fabrizio Pica Alfieri.
I lavori saranno eseguiti dalla ditta Aldo De Beato & C, su progetto del professor architetto Giuseppe Chiarizia, dagli ingegneri Riccardo Vetturini, Giacomo Di Marco e Antonio Borri e dal dottor Ganfranco Fabretti.
“Siamo lusingati che i lavori da realizzare nel palazzo Pica Alfieri, uno dei più begli esempi di barocco all’Aquila, siano stati affidati alla nostra azienda che opera ininterrottamente dagli anni 60 – sottolinea Marco Del Beato, procuratore generale della società – Siamo consapevoli della difficoltà del lavoro da effettuare, ma abbiamo intenzione di utilizzare tutte le nostre risorse umane e tecniche per ridonare alla nostra città un simile capolavoro artistico e architettonico. La cosa che ci tranquillizza è che lo staff tecnico scelto dalla committenza è di prim’ordine”.






