L’AQUILA – “Nei giorni scorsi abbiamo definito iniziative che attuano le indicazioni ricevute dal ministero dell’Interno contro il rischio terrorismo: si è fatto riferimento al controllo dei veicoli in movimento e a posti di blocco”.
Ad annunciare la stretta in un’intervista esclusiva ad AbruzzoWeb, quando manca meno di un mese all’inizio del Giubileo della misericordia, è il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, che annuncia un “contatto profondo, efficace, sicuro, nei confronti del mezzo che transita e dei cittadini che si muovono”.
“Il movimento di soggetti portatori di obiettivi di matrice terroristica è connotato dalla presenza di armi nei veicoli e sulle stesse persone – ricorda – ci vuole perciò una rete di controlli di posti di blocco, che sono impegnativi, ma saranno fatti in ragione di questo momento particolarissimo”.
L’altro ieri, al termine della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, approfittando della presenza contemporanea di numerose autorità si è svolta una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica particolarmente proficua.
Alecci assicura che “tutte le risorse che abbiamo tra le forze dell’ordine sono destinate, in questo momento, nella piena consapevolezza del dramma internazionale, per realizzare un controllo del territorio ancor più serrato che secondo me, se non l’unica è la soluzione più significativa”.
“L’Aquila è territorio vicino al Lazio e contiguo a Roma, ma questo non significa che certamente troveremo qui dei terroristi, né che di sicuro i terroristi nel loro movimento passino da qui – fa notare poi – Possiamo impedire che ciò avvenga con la prevenzione e, in caso di sintomi di presenze, con l’attività di polizia giudiziaria visto che questa città ha una procura distrettuale antimafia e antiterrorismo”.
Quanto alla direttiva giunta dal ministro dell’Interno Angelino Alfano, “l’abbiamo attuata, la attuiamo e l’attueremo ancora di più man mano con l’avvicinarsi del Giubileo che ci vedrà protagonisti, sia perché siamo vicini a Roma, sia perché L’Aquila avrà le sue postazioni religiose che saranno coinvolte e attirerà anch’essa una massa di fedeli”.
“Collaboriamo anche con i sindaci, il presidente della Provincia, le polizie locali perché anche da esse venga il sostegno forte necessario nel momento attuale”, conclude.
“REGOLE PUBBLICHE NEI LAVORI PRIVATI, E’ GIUSTO”
“L’inserimento di regole degli appalti pubblici nei procedimenti di ricostruzione privata sarebbe una cosa appropriata e necessaria. Lo ascolto con attenzione dal sindaco e da altre istituzioni”.
Anche il prefetto sposa quanto dichiarato da Massimo Cialente e dal procuratore della Repubblica, Fausto Cardella, sulla necessità di inasprire ancora, dopo il dl Enti territoriali convertito 3 mesi fa, le regole sui lavori privati, spesso milionari e gestiti con affidamenti diretti che a volte celano il malaffare.
“Queste regole comportano approfondimenti che possono essere letti come un ostacolo alla speditezza – premette Alecci – ma come funzionario e cittadino mi chiedo se mi interessa che il denaro pubblico sia speso correttamente rispetto a un’esigenza di velocizzazione che in passato non è stata garanzia”.
“Sarei felice che ogni euro fosse speso dopo un controllo accurato e profondo che non necessariamente comporta rallentamenti – insiste – Le norme le vara il Parlamento, lasciamo che possa esaminare il disegno di legge che ha grandemente recepito il lavoro svolto da Giovanni Legnini quando era sottosegretario”, ipotizzando una possibile discussione in aula della rimpianta “bozza”, sostituita da una versione più light.
Nel testo approvato dalle Camere, non ci sono le “mini gare” tra 5 imprese con l’obbligo di scegliere la migliore offerta come nelle opere pubbliche e nemmeno le “white list” di aziende affidabili che avrebbe potuto compilare proprio la prefettura aquilana.
La classe dirigente di centrosinistra ha accusato il ministero dell’Interno di non aver voluto congestionare, con quella novità, gli uffici territoriali del capoluogo.
“Non so se le white list non siano state implementate per alcune tutele, io tutele non ne vedo perché continuiamo a lavorare e se una norma ci dicesse di farlo, noi lo faremmo. Comunque la domanda andrebbe rivolta al ministero dell’Interno”, conclude.
‘‘LA COMUNITA’ PRENDA LE DISTANZE DA CHI DELINQUE”
“Parte della comunità è coinvolta a volte anche con reati infimi, con morti di fame che delinquono per reati di poche migliaia di euro”, ha detto di recente Alecci davanti al procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.
Oggi, a freddo rispetto al fragoroso intervento, spiega che “dobbiamo essere sicuri che si possa ovviare altrimenti saremmo supinamente vittime della sopraffazione del malaffare”.
“La diffusione di reati compiuti, quella sì fragorosa, inficia fortemente lo spirito del cittadino – evidenzia – Chi continua a delinquere realizza disegni criminosi. E che la comunità debba distanziare chi lo fa mi sembra evidente”.
In ogni caso, in riferimento alle inchieste, per il prefetto “non è l’arresto, ai domiciliari o addirittura in carcere, il segnale positivo, ma è quando ci sarà un processo e quando assisteremo alle sentenze”.
“Certamente – conclude – quando le prove emergono da registrazioni ambientali o telefoniche, è difficile pensare che si stiano commettendo errori giudiziari”.
”L’ATENEO E’ UNA REALTA’ CENTRALE PER LO SVILUPPO”
“L’inaugurazione dell’anno accademico ha dimostrato come sia possibile dare dimostrazione delle cose più belle che produce L’Aquila, come la cultura strutturata. Non si tratta di una realtà laterale, ma centrale nello sviluppo della città”.
Lo afferma nell’intervista ad AbruzzoWeb il prefetto Alecci, all’indomani della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha presenziato alla cerimonia accademica e ad altri momenti nel corso della giornata.
Sia come “padrone di casa” della prefettura che ha ospitato il pranzo, sia muovendosi con il capo dello Stato, Alecci ha seguito tutte le varie fasi.
“Ho vissuto questo incontro molto significativo di fronte alla Casa dello studente con genitori e parenti delle vittime – rievoca – che hanno potuto dialogare con il presidente, che ha dimostrato agli italiani, in quanto portatore di sofferenze personali, quanto valore attribuisca alla sofferenza umana”.
Poi la visita alla frazione di Onna, che ha avuto 41 morti su 380 abitanti, “dove la gente è stata vicina a Mattarella e lui vicino a loro, non solo quelle che portano il dolore nella loro carne, ma anche a tutti quelli che vivono lì. È drammatico ancora oggi – rileva il prefetto – camminare tra quelle vie strette con edifici diroccati vicino alla strada senza marciapiede, che ti costringe quasi a toccarli”.
Nel mezzo della visita, il “momento privato nel palazzo del Governo, un normale momento di riposo dopo una parte così partecipata e significativa, che ha dato la possibilità a me e agli altri di dialogare direttamente con il presidente sui temi che seguo”.
L’ultima tappa, l’intitolazione al magistrato Antonio Villani dell’aula magna del tribunale ricostruito, “negli uffici giudiziari c’è stata una bella conclusione, in un edificio importante e spero molto funzionale, lo sarà ancora di più una volta completo”.
“Ho apprezzato molto il riferimento insistito e reiterato fatto all’apporto della prefettura, che le norme di legge ci attribuiscono, è stato riconosciuto il valore di questa attività significativa che estende il valore delle indagini della magistratura”, conclude.






