TERAMO – “Piena collaborazione” con gli inquirenti, e le istituzioni, ma anche una secca smentita che nei “centri islamici del teramano ci siano persone che abbiano fatto donazioni a organizzazioni terroristiche, che siamo anzi i primi a condannare”.
Prende posizione L’Imam di Teramo, Mustapha Batzami, interpellato dal quotidiano il Messaggero, dopo le
perquisizioni nei confronti di oltre 20 soggetti di origine tunisina, da anni stabilitisi in Italia, a Torino, Milano, Ascoli Piceno e anche Teramo, su ordine della Direzione distrettuale Antimafia ed Antiterrorismo dell’Aquila, su una presunta rete di finanziamento del terrorismo internazionale.
Le ipotesi di reato, per le quali la Direzione Distrettuale aquilana sta indagando, riguardano una serie di illeciti di natura tributaria compiuti per raccogliere ingenti disponibilità di denaro da destinare anche al finanziamento di attività riconducibili ad “Al-Nusra”.
In particolare, tramite alcune società operanti nel settore della rifinitura edilizia e nel commercio di tappeti, formalmente intestate a persone di comodo ma di fatto gestite da un unico soggetto, capo indiscusso del gruppo, sono stati creati numerosi artifizi contabili per distrarre importanti somme di denaro dalle società.
“Non v’è traccia di persone che abbiano fatto donazioni verso paesi sensibili, – spiega Batzami – quel poco va a contribuire le spese dei centri sparsi in provincia, con collette che vanno dalle 100 euro fino alle mille, c’è anche chi versa meno di quando in quando, tutto alla luce del sole; non siamo i fautori dello scontro della civiltà, seguiamo le regole del paese che ci ospita”.




