L’AQUILA – Manca il giudice, slitta al 10 gennaio 2017 il processo per truffa aggravata ai danni dello Stato ai titolari dell’impresa di onoranze funebri “Taffo Gaetano e figli Snc” che si è originato dall’inchiesta della procura sui funerali solenni delle vittime del terremoto del 6 aprile 2009 con l’accusa di.
Gli imputati sono i fratelli Piero e Luciano Giustino Taffo, assistiti dall’avvocato Paolo Vecchioli.
Lo slittamento è stato dovuto all’assenza del giudice Giuseppe Grieco, in una fase molto delicata perché il tribunale aquilano ha forti carenze di organico e al tempo stesso il magistrato titolare sta andando in pensione anche se, da quanto appreso da fonti difensive, dovrebbe essere lui stesso a portare al termine il processo, giunto comunque alle battute conclusive.
Per questo filone, al momento, non si parla ancora di estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
Le indagini della compagnia della Guardia di finanza dell’Aquila hanno portato alla luce presunte irregolarità, ovvero che l’impresa di onoranze funebri avrebbe fatturato servizi effettuati da altre ditte alle quali si erano rivolte i parenti delle vittime.
In particolare, secondo l’accusa, sarebbe emerso che nella documentazione ci sono fatture false per la fornitura di 29 bare e 20 servizi di trasporto.
L’impresa Taffo ha agito dopo aver ricevuto nei drammatici momenti successivi al sisma dall’ex prefetto del capoluogo, Franco Gabrielli, l’incarico della gestione dei servizi funebri in quanto è la ditta più grande della zona, con sedi a Roma oltre che nel capoluogo.
Nei mesi scorsi è stata sequestrata dai conti correnti della società la somma di 20 mila euro che, secondo l’accusa, sarebbe il frutto della presunta truffa.
Stando alle indagini delle Fiamme Gialle, i servizi non svolti ma fatturati e incassati si riferiscono sia ai funerali solenni del 10 aprile 2009, che hanno riguardato 205 vittime, sia quelli privati svolti nei posti di origini della restante parte delle vittime.
Entrambe le fasi delle cerimonie funebri sono state gestite dalla prefettura e dalla Protezione civile nazionale che si accollò le spese.
A far scattare i sospetti sulle fatture false e poi le indagini sono state le segnalazioni, anche portate avanti da alcuni parenti delle vittime che hanno sostenuto le spese dei funerali privati e poi presentato rimborso, e da imprese concorrenti.
Le prime verifiche sono state fatte dalla Protezione civile che poi scrisse alla prefettura in quanto istituzione che aveva affidato all’impresa Taffo la fornitura di cofani, il recupero delle salme, e il trasporto di esse alla scuola della Finanza a Coppito. (alb.or.)





