L’AQUILA – Fornire proposte per contrastare gli effetti negativi dello “shock” subìto con il terremoto del 2009 partendo dalle potenzialità stesse del territorio.
Questo l’obiettivo del progetto “Verso il 2030. Sulle ali dell’Aquila”, presentato questa mattina presso la sede aquilana di Confindustria, promotrice dello studio insieme a Cgil-Cisl e Uil attraverso il “Comitato Abruzzo” che il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico e la Direzione generale politica regionale della Commissione europea intendono proporre all’Ocse.
Il progetto durerà circa 18 mesi e si avvarrà di un team scientifico e universitario di livello internazionale guidato dal professor Philip McCan, titolare della facoltà di Scienze dell’Università di Groningen.
“La nostra ambizione – ha esordito il presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, nella veste di presidente del Comitato promotore del progetto – è trasformare la tragedia del terremoto in un’opportunità. Questa deve essere l’occasione non solo per ricostruire ma anche per ripensare a un nuovo Abruzzo”.
Il progetto è finanziato con un Fondo di solidarietà raccolto congiuntamente da Confindustria e parti sociali di circa 7,5 milioni di euro, dei quali sono una piccola parte (300 mila euro circa) verrà impiegata per sovvenzionare questo studio.
Lo studio, che gode della partecipazione della Direzione generale della Commissione Ue, riguarderà non solo L’Aquila e il cosiddetto “cratere sismico” ma tutto l’Abruzzo. “Partiremo dal capoluogo per fare sviluppo in tutta la regione”, ha sottolineato il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare.
“L’obiettivo – ha rilevato il segretario regionale della Uil, Maurizio Spina – è crescere potenziando la ricerca, l’alta formazione, gli interscambi. L’Aquila è la città della conoscenza, bisogna rafforzare questo punto”.
La dirigente del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica del Ministero dello sviluppo economico, Flavia Terribile, ha messo in evidenza l’importanza di questo studio a livello internazionale.
“Il Giappone – ha affermato – ma anche gli Stati Uniti hanno già mostrato un forte interesse per questo progetto. Si tratta di un’importante operazione pilota, che dovrà necessariamente vedere anche la partecipazione dei cittadini”.
“È un onore essere stati coinvolti in questo progetto – ha detto McCan – e vi assicuriamo che la passione, l’etica e la serietà morale da parte nostra saranno fondamentali per il rispetto alla comunità aquilana. Il nostro lavoro parla di una nuova visione a lungo termine e una nuova missione per la quale è necessario impegno, entusiasmo e dedizione”.
Il team che lavorerà in collaborazione con la stessa Ocse si avvarrà anche delle testimonianze di tutti i principali attori politici, economici, sociali e culturali dell’Aquila e dell’Abruzzo, che saranno ascoltati secondo un calendario definito nei giorni 29, 30 settembre e 1° ottobre presso la sede di Confindustria all’Aquila.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il segretario regionale della Uil, Roberto Campo, la responsabile del Regional Analysis of Sciences dell’Università di Gronigen, Monica Brezzi, e i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil.
Questi gli altri componenti del team di ricerca che svolgerà lo studio: Alessandra Faggian (Ohio State University, Usa), Simona Iammarino (London School of Economics, Regno Unito), Lalio Iapadre (Università dell’Aquila), Mathias Ruth (University of Maryland, Usa), Maria Savona, (Science and tecnology policy research, Sussex University), Riccardo Scarpa (University of Waikato, New Zealand), Marco Valente (Università dell’Aquila), Frank Vanclay (University of Groningen, Paesi Bassi), Claire Charbit (Ocse, Parigi), Lorenzo Allio (Ocse, Parigi), Albverto Bazzucchi (Cresa).



