L’AQUILA – “Una settimana fa siamo stati convocati ad una riunione in presenza del sindaco, della Provincia e della Regione durante la quale, per farvela in breve, le istituzioni, senza minimamente porre attenzione sui dati di vulnerabilità sismica della nostra struttura, hanno dato per certo la necessità di un urgente spostamento della nostra scuola in un’altra sede. Ad oggi invece ci troviamo di fronte a pareri contrastanti e contraddittori da parte delle stesse persone che una settimana fa avevano dato la questione per assodata”.

Così i rappresentanti degli studenti del liceo classico Domenico Cotugno dell’Aquila, in un documento fatto circolare ieri.

La scuola oggi è rimasta chiusa per svolgere un’ulteriore verifica da parte dei tecnici della Regione Abruzzo, dopo quelle effettuate da personale della Provincia e dei vigili del fuoco.

“Non desisteremo – scrivono in ogni caso gli studenti – e continueremo ad impiegare tutte le forze che ci rimangono: non possiamo permetterci di continuare ad andare a scuola come se nulla fosse successo senza conoscere a pieno la realtà dei fatti e senza avere la certezza di una totale sicurezza all’interno dell’edificio che ci ospita”.

LA LETTERA COMPLETA

Al termine dell’ennesima lunghissima giornata di riunioni riteniamo che sia arrivato il momento di rendervi consapevoli di quella che è la situazione ad oggi. 

Una settimana fa siamo stati convocati ad una riunione in presenza del sindaco, della Provincia e della Regione durante la quale, per farvela in breve, le istituzioni, senza minimamente porre attenzione sui dati di vulnerabilità sismica della nostra struttura, hanno dato per certo la necessità di un urgente spostamento della nostra scuola in un’altra sede.

Ad oggi invece ci troviamo di fronte a pareri contrastanti e contraddittori da parte delle stesse persone che una settimana fa avevano dato la questione per assodata.

Intendiamo dire che questa necessità oggi sembra non essere più così urgente da parte di alcune istituzioni. Al di là di quelle che sono le questioni politiche e gli interessi economici di alcuni privati, ci sono dei dati che a detta di alcuni sarebbero drastici mentre, a detta di altri, sarebbero sottovalutabili. Ci troviamo quindi di fronte ad una situazione che non ci permette di capire quale sia la verità effettiva su questi dati.

Se questi dati che, ci teniamo a precisare, sono in possesso della Provincia da 4 anni, fossero veritieri, come molti dicono, significherebbe che noi e chi prima di noi ha frequentato la nostra scuola, da 7 anni e mezzo a questa parte viviamo una situazione di grande pericolo. Indipendentemente da quella che è la natura di questi dati, ognuno di noi, in qualità di studente, ha diritto di godere, nella maniera più sicura e serena possibile, del suo imprescindibile diritto allo studio.

Oltre a ciò, tutti coloro che frequentano l’ambiente scolastico hanno diritto di avere una totale e chiara consapevolezza delle condizioni nelle quali versa l’edificio che ci ospita; di conseguenza, quello che tutti dobbiamo pretendere è di arrivare a conoscere la verità nel più breve tempo possibile, e l’unica via per arrivarci è quella di dimostrare che il corpo studentesco è compatto e consapevole, e che nessuno di noi è disposto ad essere preso in giro e ad essere bersaglio di strumentalizzazioni che avvengono alle nostre spalle. L’Aquila dovrebbe essere una città modello per l’Italia e per il mondo in tema di sicurezza ma a quanto pare l’esperienza sembra non aver insegnato nulla a qualcuno.

Nel frattempo, domani (oggi per chi legge, ndr), come già vi abbiamo detto, le attività didattiche saranno sospese per permettere lo svolgimento del sopralluogo da parte della Protezione Civile Regionale: ne approfitteremo per chiedere un ulteriore parere sulla questione della vulnerabilità sismica. Questo significa che avremo a disposizione più tempo per fare chiarezza sui provvedimenti che abbiamo intenzione di prendere come corpo studentesco.

In chiusura, domani (sempre oggi, ndr), alle 16,45 si terrà un Consiglio d’Istituto straordinario aperto al pubblico durante il quale si discuterà e si analizzerà ancora più attentamente questa situazione.

Vi chiediamo scusa per l’attesa: non sono giornate facili per noi, stiamo lavorando ininterrottamente da molti giorni per arrivare a fondo e vederci chiaro; ci troviamo di fronte ad una questione senza alcun precedente nella storia della nostra scuola e molto più grande di quello che il nostro incarico prevede.

Ciò nonostante non desisteremo e continueremo ad impiegare tutte le forze che ci rimangono: non possiamo permetterci di continuare ad andare a scuola come se nulla fosse successo senza conoscere a pieno la realtà dei fatti e senza avere la certezza di una totale sicurezza all’interno dell’edificio che ci ospita. Rimane il fatto che le istituzioni, inizialmente, si sono chiaramente espresse nell’intenzione di uno spostamento urgente quando poi continuano a mandarci a scuola come se nulla fosse successo.

Pretendiamo risposte chiare e nette e, alla luce anche delle ultime preoccupanti dichiarazioni della Commissione Grandi Rischi in merito all’attività sismica nel nostro territorio, non permetteremo nè ora nè mai che si giochi sulle nostre vite.

I rappresentanti.