L’AQUILA – Un ordine del giorno urgente sulle attività che il Comune dell’Aquila porrà in essere per aiutare le popolazioni turche e siriane colpite dalla tragedia del terremoto è stato presentato dal consigliere di Fratelli d’Italia Livio Vittorini e approvato dall’intero Consiglio, nell’adunata di questa mattina.
“Il mio odg – spiega il presidente della commissione Bilancio – parte dalla considerazione che è necessario fornire specifiche competenze in questa fase, partendo dalla formazione sul campo di tecnici rilevatori del livello di danno subito dagli immobili pubblici, da quelli privati e dai beni culturali; è di primaria importanza, infatti, individuare gli immobili agibili sui quali installare le necessarie, e se del caso nuove, funzioni pubbliche. Una corretta valutazione del livello di danno, infatti, è fondamentale per impostare efficaci azioni per i processi di ricostruzione”.
“Abbiamo il dovere – prosegue Vittorini – di dare indietro quanto ricevuto, come giustamente ricordato dal sindaco Biondi nella missiva inviata agli ambasciatori di Turchia e Siria in Italia lo scorso 12 febbraio, attraverso azioni concrete di solidarietà, mettendo a disposizione il patrimonio di conoscenze acquisito all’Aquila in ambito emergenziale e di ricostruzione”.
“Rimarcando l’auspicio di una prossima agenzia UE dedicata alla prevenzione e ai processi di ricostruzione con sede all’Aquila, partendo dall’esperienza della Scuola Nazionale della Pubblica Amministrazione, il Consiglio comunale, all’unanimità, ha impegnato l’amministrazione attiva ad aprire un conto corrente vincolato per raccogliere risorse da destinare alle bambine e ai bambini orfani, a costituire una delegazione da inviare nelle zone del sisma per formare, avvalendoci anche dell’estrema competenza dei nostri Uffici Speciali, le figure tecniche e professionali che opereranno nei processi di ricostruzione. Sono già partiti i primi contatti, seppur informali, tra tecnici turchi che hanno frequentato le nostre università,
e il titolare dell’USRA Salvo Provenzano”.
“Ora sta a tutti noi proiettare ed esportare il ‘Modello L’Aquila’ per non disperdere esperienze e competenze esclusive e distintive acquisite”, conclude Vittorini.






