L’AQUILA – L’interesse nazionale del centro storico dell’Aquila e la mancanza di una stima certa negli altri Comuni del “cratere”.

Queste le due motivazioni per le quali nell’emendamento al decreto crescita in discussione da oggi alla Camera non è previsto alcun finanziamento per le seconde case nei 56 territori terremotati eccetto che nel capoluogo.

A spiegarlo il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, inviato del governo in materia di ricostruzione, nella sua audizione davanti alle commssioni riunite Finanze e Attività produttive presso la Sala del Mappamondo della Camera dei deputati.

“C’è una differenza rispetto al resto, quello dell’Aquila è un centro storico monumentale di livello nazionale. È interesse nazionale che non abbia buchi, garantiamo ai cittadini, ai fruitori, agli studenti che non ci sia un orrore dentro la città”.

Bacchettata anche ai Comuni del cratere: “Per L’Aquila le seconde case sono meno dell’un per cento, ma non ho avuto una valutazione dagli altri Comuni e quindi non avrei potuto proporre al mio collega dell’Economia una stima”.