L’AQUILA – “So che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha lasciato il Consiglio comunale straordinario di ieri per andare a Roma ad assistere alla presentazione del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca del maxi emendamento sul terremoto: mi stupisco che non abbia detto niente sulla cancellazione della norma che riguarda gli orfani del sisma”.

Cade dalle nuvole Vincenzo Vittorini, capogruppo della lista civica L’Aquila che vogliamo, che nella notte del 6 aprile 2009 ha perso la moglie e la figlia, alla notizia della scomparsa, dalla stesura definitiva della legge-Barca, del passaggio che nella bozza precedente stabiliva canali preferenziali nelle assunzioni pubbliche per coloro che hanno perso uno o tutti e due i genitori nel sisma. Un provvedimento che avrebbe potuto riguardare anche il figlio superstite del medico aquilano.

“Abbiamo valutato questi emendamenti nel Consiglio comunale di ieri – spiega Vittorini – il comma 8 dell’articolo 67 c’era e sembrava a tutta l’assise civica un articolo importantissimo per la tutela delle persone che durante in terremoto hanno perso tutto, o quasi”.

“Che questo ‘pezzo’ di legge sia scomparso proprio ieri, lo ritengo grave e scandaloso – continua Vittorini – Mentre noi eravamo all’Aquila a dibattere delle modifiche da apportare agli emendamenti, Barca lo stava presentando a Roma, e questa esclusione mi sembra un affronto agli aquilani che hanno visto svanire il loro futuro”.

“Se Cialente aveva sotto gli occhi l’emendamento definitivo ed era a conoscenza di questa mossa – conclude Vittorini – perché non ha detto niente?”.

Sulla vicenda Vittorini ha diffuso anche una nota. Sara Ciambotti

LA NOTA DI VITTORINI

Dalla redazione di AbruzzoWeb, che ringraziamo per l’attenzione, la puntualità e la solerzia nella segnalazione, apprendiamo che il testo definitivo del disegno di legge per la ricostruzione è stato privato dall’articolo che tutelava gli orfani, gli invalidi e le vittime del terremoto riconoscendogli dignità di vittime civili.

In sostanza la bozza del disegno di legge vagliata ed emendata ieri dal Consiglio comunale era difforme da quella ufficiale presentata da Barca a Roma alla presenza del sindaco che, lasciato anzitempo il Consiglio comunale proprio per essere presente, forse era momentaneamente distratto e non è intervenuto sulla questione.

L’Aquila che vogliamo chiede con forza che tale articolo sia prontamente reinserito nel disegno di legge così come presentato all’assise cittadina che è il massimo organo di rappresentanza della città, e che tutte le mozioni vengano recepite nella redazione del disegno di legge ad eccezione di quella che vorrebbe si derogasse sulla soppressione della inutile e dispendiosa figura del city manager.

Sulla questione ci si aspetta il massimo impegno del sindaco e di tutti i parlamentari aquilani ed abruzzesi.