L’AQUILA – Sarà il Consorzio Reluis, la rete di laboratori universitari di ingegneria sismica, a svolgere i nuovi controlli sulla vulnerabilità sismica delle scuole aquilane e delle zone colpite dai terremoti degli ultimi mesi.
È quanto emerge a margine della riunione di questa mattina svolta in Regione Abruzzo e durata oltre cinque ore.
Da domani cominceranno degli incontri con presidi, docenti, genitori e studenti per spiegare la situazione da parte della Provincia e delle altre istituzioni.
Reluis faceva parte della filiera tecnica cui era affidato, inizialmente, il disbrigo delle pratiche di ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma 2009, occupandosi in particolare di conformità strutturale. C’erano anche Fintecna, che controllava la conformità amministrativa delle pratiche, e Cineas, per la conformità finanziaria. I tre compiti sono stati poi rilevati dagli uffici speciali per L’Aquila (Usra) e per il cratere (Usrc).
Per quanto riguarda invece le scuole di Teramo, il sindaco Maurizio Brucchi ha oggi confermato che saranno riaperte solo al termine delle verifiche della Protezione Civile e che per le primarie inagibili ha già fatto richiesta di Musp, moduli prefabbricati, quali sedi alternative.
Negli Istituti superiori sono in corso da ieri i sopralluoghi della Protezione Civile, quelle controllate fino ad ora, il Forti, il Pascal e la succursale del Comi che ospita lo Scientifico, sono tutte classificate in A, lesioni non strutturali che non comportano la inagibilità. Oggi si stanno compiendo sopralluoghi all’Iti, all’Ipsia, al Liceo Scientifico e all’Artistico. Nel frattempo sono stati disposti i lavori di sistemazione laddove necessari.
“Se non ho scuole dichiarate inagibili dalla Protezione Civile – spiega Brucchi – non posso ottenere dei moduli prefabbricati, inoltre, gli istituti, hanno mediamente lo stesso grado di vulnerabilità e quindi dovrei chiedere i MUSP per tutti e parliamo di migliaia di studenti. Impensabile. Ci vorranno tre o quattro mesi per completare le certificazioni di vulnerabilità per ciascun edificio sprovvisto, con quello possiamo stilare il piano degli investimenti sulla base di una priorità stabilita con criteri oggettivi. Esiste, innegabile, il problema delle scelte da fare nell’immediato, delle responsabilità da assumersi considerate le allerte che si susseguono. Per ora stiamo dentro un protocollo definito, quello della Protezione Civile, stiamo tutti agendo sotto il peso di numerose emergenze e credo che le decisioni vadano assunte insieme a tutte le altre istituzioni che stanno operando in questa filiera. Quello che dobbiamo fare è accelerare i processi rispetto agli scenari”.
D’ALFONSO: “LA REGIONE FARA’ UN MUTUO PER LE VERIFICHE”
Garantire il diritto alla formazione scolastica e, nello stesso tempo, avviare un piano di verifica del patrimonio edilizio scolastico per assicurare l’esercizio in piena sicurezza di un servizio pubblico quale quello dell’istruzione.
Questo l’impegno del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che ha rivolto ai sindaci l’invito di fornire alla Regione un quadro della situazione degli edifici scolastici relativamente alla loro vulnerabilità nel caso di un evento sismico.
La riunione si è tenuta questa mattina a Palazzo Silone; presenti, oltre ai sindaci, il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, i prefetti dell’Aquila, Giuseppe Linardi e di Teramo, Graziella Patrizi, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, l’assessore Silvio Palucci, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il presidente della provincia dell’Aquila, Antonio De Crescentiis.
Come ha spiegato lo stesso D’Alfonso, questi incontri, a cui ne seguiranno di altri, si sono resi necessari dopo che la commissione Grandi rischi, con un comunicato diramato dalla Protezione civile nazionale il 20 gennaio scorso, ha dichiarato che “a oggi non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento”.
“Non appena sarà completata l’anagrafe degli edifici scolastici che, a parere dei sindaci, dovranno essere oggetto di ulteriori verifiche di sicurezza, così come richiesto dal presidente anche nella sua veste di vice commissario di governo per la ricostruzione post-sisma 2016 – si legge in una nota – si procederà ad avviare una scrupolosa verifica, mettendo in campo squadre di tecnici qualificati che saranno composte ricorrendo a professionalità sia locali che nazionali”.
“In proposito chiederemo il coinvolgimento di palazzo Chigi e della Protezione civile”, ha precisato D’Alfonso.
Le nuove verifiche saranno utili per determinare il livello esatto di resistenza sismica di ciascun edificio attraverso test e prove di carico che non lasceranno spazi a interpretazioni soggettive, ma che saranno strettamente legate a dati e numeri.
D’Alfonso ha detto che “le squadre saranno operative non appena si avrà esatta contezza della consistenza numerica degli edifici da verificare: in relazione a questo vaglieremo i carichi di lavoro e le metteremo subito in azione”.
“I fondi da utilizzare per la verifica saranno resi disponibili grazie a un mutuo che la Regione si accinge a stipulare – ha concluso – Puntiamo a demitizzare il valore del comunicato della commissione Grandi rischi mettendo in campo la diligenza degli amministratori locali”.
DE CRESCENTIIS: “BYPASSARE IL CODICE DEGLI APPALTI PER LAVORI VELOCI”
“La linea è quella di mantenere in esercizio le scuole – dichiara il presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis – perché i nostri istituti hanno tutti la agibilità e sono stati controllati tre volte dai tecnici. È vero che ci sono degli indici di vulnerabilità sismica in alcuni casi molto bassi, e infatti bisognerà lavorare per alzarli tramite lavori da svolgere in tempi più rapidi possibili con una norma e dei fondi ad hoc”.
In tal senso, De Crescentiis spiega che nel vertice di oggi è emersa la volontà politica “di fare delle pressioni sul Governo per bypassare il codice degli appalti e ottenere dei fondi”.
Sul fatto che la problematica sia ancora all’anno zero dopo quasi otto anni dal terremoto del 6 aprile 2009, il presidente dice che “io posso parlare solo per il mio mandato, quando sono entrato in carica mi sono preoccupato di capire la situazione, verificare la vulnerabilità e chiedere fondi”.
“Ricordo – conclude – che la Provincia ha versato allo Stato dieci milioni di euro nel 2015 e venti milioni nel 2016 nell’ambito dei tagli a questi Enti, perciò in queste condizioni non posso sistemare le scuole né d’altra parte avere frese e spazzaneve nuovi se il Governo non ci aiuta”.
IL CALENDARIO
In una nota successiva, De Crescentiis ha confermato che a partire da domani, venerdì 27, terrà una serie di incontri informativi nelle scuole sulla sicurezza sismica assieme al sindaco, Massimo Cialente, al vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, e al consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, dando un primo calendario.
Dopo l’incontro di domani, alle 17, all’Istituto tecnico industriale “D’Aosta”, i rappresentanti delle istituzioni saranno sabato 28, alle 10, al liceo Classico “Cotugno” e, nella giornata di lunedì 30, alle 15 al liceo Scientifico “Bafile” e alle 17 all’Ipsiasar “Da Vinci”.






