L’AQUILA – Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata nettamente avvertita poco dopo la mezzanotte da buona parte della popolazione aquilana.
L’evento sismico si è verificato nei pressi di Arischia, frazione del capoluogo, a una profondità di 9,6 chilometri.
La scossa ha provocato paura tra la popolazione aquilana, anche perché già lo scorso 30 ottobre ce n’era stata una più forte, di magnitudo 3.6. E come se non bastasse, all’alba è arrivata la replica, più bassa, 2.2.
Numerose le telefonate alle forze dell’ordine, moltissime le telefonate ai vigili del fuoco per chiedere come comportarsi, il grado di intensità e l’epicentro.
Immediate anche le reazioni sulla piazza virtuale di Facebook, con il social network che è stato invaso dai commenti classici e sconfortati: “che botta!” o “si balla!”.
Questa scossa ha accelerato una decisione che era già nell’aria, la chiusura del centro storico del capoluogo per avviare una serie di controlli sui puntellamenti, alcuni dei quali hanno oltre tre anni e mezzo di età e la cui solidità è stata messa in dubbio da più di un rapporto.
Le verifiche cominceranno lunedì e per tutto quel periodo il centro non sarà accessibile.
A parte questo, nessun altro allarme è stato lanciato dal dipartimento di Protezione civile su possibili nuove scosse.
In alcune scuole dell’Aquilano si sono svolte prove di evacuazione.
<span style=’14.02 – VITTORINI: ”IN CENTRO STORICO RISCHIO INACETTABILE”
“Il sisma di ieri sera si è verificato con il centro storico dell’Aquila pieno di ragazzi che stazionano sotto edifici con puntellamenti non manutenuti e non sicuri. Questa situazione, certificata da tempo da tecnici comunali e privati oltre che dai vigili del fuoco, non interessa chi dovrebbe preoccuparsi dell’incolumità dei cittadini e che invece va avanti con misure provvisorie e palliative”.
È questa la denuncia di Vincenzo Vittorini, capogruppo comunale della civica “L’Aquila che vogliamo”.
“Oltretutto nelle zone densamente frequentate del centro storico non ci sono vie di fuga indicate tra vicoli e piazzette e per tutta la città manca un piano reale di sicurezza, con servizi, attrezzature, esercitazioni periodiche e prove di evacuazione”.
“Tutti i cittadini, e quelli che frequentano il centro storico in particolare, sono attualmente esposti a un rischio inaccettabile nell’assordante silenzio di sindaco e assessore: i principali responsabili della protezione civile cittadina”.
“La natura ancora una volta ci sta aiutando con scosse deboli ma dobbiamo attendere un’altra tragedia per attivarci? Non abbiamo ancora imparato che si deve agire prima?”.
“Per questi motivi ‘L’Aquila che vogliamo’ punta al 100% di sicurezza per i cittadini ed è stufa di amministratori che restano immobili con la scusa della mancanza di risorse. Bisogna finalmente attivare una prevenzione vera, un piano di emergenza effettivo non solo ‘sulla carta’. Dobbiamo metterci in condizione di convivere con il terremoto, con sicurezza e tranquillità. Il terrore del momento critico è soprattutto frutto di impreparazione di disinformazione e genera situazioni critiche”.
“Nel perdurare di questa scellerata e imbarazzante inattività dei responsabili della protezione civile cittadina saremo costretti a chiedere le dimissioni dell’assessore deputato e se ciò non avviene del sindaco, che non provvede al riguardo”.
“Non vogliamo più che il disinteresse del prima porti allo scaricabarile del dopo, come purtroppo abbiamo già dovuto sopportare, come cittadini, come terremotati, come vittime”.
<span style=’13.51 – PROVE DI EVACUAZIONE IN SCUOLE DELL’AQUILANO
Dopo la scossa della notte scorsa, nella scuola media statale di San Pio delle Camere (L’Aquila) e nell’Istituto per Geometri dell’Aquila, strutture in muratura, sono andate in scena prove di evacuazione.
A decidere l’iniziativa è stato Nicola Menna, dirigente dell’Istituto comprensivo di Navelli (Pescara) e preside reggente dei Geometri.
Menna, sindaco del comune di Poggio Picenze (L’Aquila), ha diretto personalmente la prova con i ragazzi di San Pio delle Camere.
“Nelle nostre scuole non è successo nulla – ha spiegato il dirigente scolastico – i giovani in larga parte non hanno sentito la scossa, ma ho ritenuto, dopo quello che è successo stanotte, di ripetere questa forma di prevenzione che peraltro noi facciamo sistematicamente, nonostante le nostre scuole, anche quelle in muratura, siano state consolidate. Ho ritenuto di non dover fare la stessa cosa solo nella scuola media di Barisciano (L’Aquila) dove c’è una struttura in legno”.
L’istituto comprensivo di Navelli gestisce le scuole, oltre che a San Pio delle Camere, Navelli e Barisciano, anche a Poggio Picenze, Capestrano, Ofena e Calascio.
Oggi non è stata fatta lezione nei paesi in cui non c’è la scuola media, quindi in quelle strutture non è stato possibile fare prove di evacuazione.
Sulla decisione di Menna ha influito sicuramente il fatto che da anni è sindaco di Poggio Picenze e, in quanto tale, ha gestito l’emergenza post terremoto.
“Sono cosciente dei nostri doveri, il sindaco è anche capo della protezione civile del suo territorio, non si possono aspettare le istituzioni, i dirigenti scolastici devono agire direttamente per le attività di prevenzione”.
<span style=’13.46 – DEL CORVO: ”NESSUNA PREALLERTA DA PARTE DELLA PROVINCIA”
Il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, fa sapere che “non è stata diramata alcuna nota da parte del dipartimento della Protezione Civile della provincia dell’Aquila, per dichiarare lo stato di preallerta e di emergenza”.
<span style=’13.44 – CIALENTE: ”RIPASSARE PIANO PROTEZIONE CIVILE E AREE ACCOGLIENZA”
“Si è proceduto anzitutto – ha dichiarato il sindaco Massimo Cialente – all’ennesima verifica dell’apparato di Protezione civile comunale, ribadendo l’invito a tutti i cittadini a tenere a mente l’area di raccolta relativa alla propria abitazione e posto di lavoro, nonché il consiglio a tutti i genitori di concordare con i propri figli, in caso di necessità, le modalità e i tempi per raggiungerli con tranquillità e senza provocare confusione e paralisi del traffico, nelle aree di raccolta di ciascun edificio scolastico”.
“La Giunta ha altresì deliberato, così come già verificatosi in occasione dello sciame sismico che, oltre un anno e mezzo fa, interessò l’area dell’alta valle dell’Aterno e in seguito all’abbondante nevicata del febbraio scorso – ha aggiunto – la momentanea chiusura del centro storico, e quindi delle attività commerciali e ricreative in esso ospitate, al fine di procedere a una nuova, attenta verifica dello stato degli edifici e delle opere provvisionali”.
”ECCO LE VIE CHE RESTERANNO APERTE”
Cialente ha poi spiegato che “resteranno accessibili corso Federico II, piazza Duomo, via Castello, piazza del Teatro, via Zara, via Veneto e piazza San Bernardino. Mi preme sottolineare – ha precisato – che nella giornata di martedì si è svolta una riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, presieduta dal prefetto, nella quale si è deciso di procedere a un nuovo esame dello stato di tutti i puntellamenti, esame che sarebbe comunque iniziato da lunedì 19 novembre”.
“Voglio quindi chiarire che quanto disposto oggi dalla Giunta è in perfetta coincidenza e sintonia con quanto stabilito in quella sede”, la sottolineatura del primo cittadino.
”NUOVA AGIBILITA’ TEMPORANEA PER CHI HA RIAPERTO”
“La Giunta ha inoltre deciso – ha proseguito – che al momento dell’eventuale riapertura del centro storico, al termine di queste verifiche, tutte le attività commerciali in esso ricomprese dovranno presentare nuovamente una certificazione di temporanea agibilità”.
Tra le altre notizie rese note dal sindaco c’è che “la Giunta ha stabilito di richiedere, nelle prossime ore, una riunione urgente con la Protezione civile regionale al fine di concordare ulteriori ed eventuali misure da adottare”.
“Per quanto riguarda, infine, le dichiarazioni dell’assessore regionale alla Protezione civile Gianfranco Giuliante – ha concluso il sindaco – mi preme sottolineare che mi aspetterei, anziché dichiarazioni politiche e invettive del tipo ‘lucida follia del sindaco’, azioni e proposte concrete, poiché credo che le istituzioni debbano parlare con atti e, in questi casi, con finanziamenti”.
<span style=’12.48 – L’ASSESSORE LIRIS, ”NESSUNA PREALLERTA DA PROTEZIONE CIVILE PROVINCIALE”
“Da parte dell’amministrazione provinciale e in particolare dal settore di Protezione civile non è stato diramato né lo stato di preallerta né di emergenza”.
Lo scrive sulla propria pagina Facebook l’assessore della Provincia dell’Aquila Guido Liris che, però, non ha la delega specifica, detenuta da Giuseppe Tiberio.
<span style=’12.26 – L’AQUILA, CHIUSO IL CENTRO STORICO FINO A CONTRORDINE E CONTROLLI
Chiusura del centro storico fino a contrordine, una settimana, massimo dieci giorni di controlli sui puntellamenti e nessun ulteriore allarme.
Questi i verdetti dopo la Giunta comunale dell’Aquila che si è conclusa pochi minuti fa.
La chiusura del centro per il controllo delle opere provvisionali era in realtà già stata ipotizzata nelle riunioni del Comitato di vigilanza con l’amministrazione comunale, questore, prefetto e altri enti.
Dopo le scosse si è data l’accelerata. Già stasera gli aquilani dovranno divertirsi con la movida solo nei locali della periferia, da lunedì partirannop i controlli sull’asse centrale e sulle parallele, solo dopo questi si deciderà sulla riapertura.
“Non possiamo esimerci da questa responsabilità”, commenta l’assessore comunale Roberto Riga. Che poi lancia un invito al “collega” della Regione Abruzzo, Gianfranco Giuliante.
“Non facciamo solo comunicati stampa ma sediamoci a tavolino e mettiamoci a lavorare insieme. La Regione può mettere risorse a disposizione per affrontare questo tema in modo serissimo”. Alberto Orsini
<span style=’12.20 – PROTEZIONE CIVILE REGIONALE: ”MONITORAGGIO MA DA NOI NESSUNA ALLERTA”
“Stiamo monitorando il territorio ma noi non abbiamo fatto nessuna preallerta”.
Lo annuncia ad AbruzzoWeb il responsabile ufficio volontariato, materiali e mezzi della Protezione civile regionale, Silvio Liberatore.
Dopo la scossa di magnitudo 3.2 di ieri notte e la replica 2.2. dell’alba, “c’è una procedura di informazione alla popolazione sulla situazione, una cosa standard. Naturalmente – aggiunge – tutti ormai sanno cosa fare abitando in una zona sismica”.
“Subito dopo il sisma – spiega Liberatore – ci siamo messi in contatto con la Sala Italia per verificare se ci fossero state altre scosse, e abbiamo mandato qualcuno in giro per danni, ma non c’è stata nessuna segnalazione”.
Anche l’assessore regionale al ramo, Gianfranco Giuliante, spiega che sugli allarmi c’è un “vociare complessivo ma non altri indicatori se non la presa di contatto con altri sindaci”. (alb.or.)
<span style=’11.10 – GIUNTA L’AQUILA VALUTA CHIUSURA DEL CENTRO, NO PREALLERTE
La Giunta comunale dell’Aquila è in riunione per valutare possibili iniziative dopo la scossa di magnitudo 3.2 di ieri notte.
Lo apprende AbruzzoWeb da fonti comunali.
Tra le mosse che si valutano, ma nessuna decisione è stata ancora presa, la chiusura temporanea del centro storico per una nuova verifica dei puntellamenti, alcuni dei quali datati ormai più di tre anni e mezzo.
Del tutto falsa invece la notizia di stati di “preallerta” in vista di eventuali scosse. (alb.or.)
ALL’ALBA REPLICA 2.2 SUL SIRENTE VELINO
Un’altra scossa di terremoto è stata registrata questa mattina all’alba dai rilevatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
Un evento di magnitudo 2.2 si è verificato alle 5:20 nel distretto sismico Velino-Sirente.
I comuni prossimi all’epicentro sono stati quelli di Fossa, Lucoli, Ocre, L’Aquila e Rocca di Cambio.



