L’AQUILA – “È nata per caso. Un gioco che si è trasformato in un successo”.

Mentre Jovanotti mette su Facebook nero su bianco il racconto della nascita della canzone Domani, anche gli ideatori della versione aquilana del brano, intitolata “Domà- artisti uniti per L’Aquila”, spiegano la genesi di quello che è diventato un vero e proprio tormentone musicale nel periodo post terremoto.

L’idea è nata nel dicembre del 2009 da Francesco Paolucci e Mauro Montarsi, quelli dei famosi video Dice che, e la band aquilana Malia.

“Per caso – spiegano – mentre registravamo un video dei Malia, uno di noi a mo’ di battuta ha detto: ‘perché non rifacciamo Domani e la chiamiamo Domà?’ A gennaio ci siamo riuniti al Boss e abbiamo buttato giù il testo della canzone. Da marzo in poi sono iniziate le registrazioni dei circa 50 cantanti che hanno preso parte al progetto”.

È proprio quella la particolarità del brano, il testo. Rigorosamente in dialetto aquilano, parla dei temi ‘caldi’ di quel periodo: le “99 rotonde” sorte dopo il sisma, la questione delle “new town” e tutti che si sentivano “sulla stessa piastra”; si canta anche la delusione di chi ha ottenuto un alloggio lontanissimo rispetto a quello per il quale aveva fatto domanda, come spiega la strofa “E pensà che voleo ji a coppito du’, me retrovo a Pagliare”,

“Abbiamo giocato anche linguisticamente, con il dialetto. A tratti siamo stati un po’ cinici, ma sempre rispettosi”, dicono.

La presentazione dellla canzone, avvenuta il 21 aprile del 2010 in piazza Duomo, è stata un vero e proprio evento. “Quel giorno abbiamo raggiunto non  solo l’obiettivo di riunire i grupopi musicali aquilani, ma tutta la comunità. Quasi mille persone si sono ritrovate in centro storico, per molti era la prima volta dopo il sei aprile”.

Al progetto ha preso parte anche il video blogger Diego ‘Zoro’ Bianchi. (e.m.)