L’AQUILA – “La magnitudo del sisma di domenica era 7.1, il mio sismografo l’ha misurato così. Gli enti nazionali che dicono 6.5, non mi trovano molto d’accordo”.

Un’affermazione forte, destinata a far discutere quella resa a radio Cusano, dal tecnico aquilano Giampaolo Giuliani, che da anni asserisce di poter prevedere i terremoti con un suo metodo di rilevazione del radon, e che già ha sconvolto la rete a poche ore dal sisma di magnitudo 6.5 delle 7.40 di domenica 30 ottobre, che ha devastato molti centri dell’Umbria e delle Marche, annunciando per le 24-48 ore successive la possibilità di un’altra scossa fino a 7.5 gradi. Annuncio che ha creato il panico in tutto il centro Italia. Giuliani ha poi  smentito a stretto giro, sostenendo di essere stato frainteso dalla giornalista che l’aveva intervistato. L’ evento pronosticato, per la cronaca, non e’ comunque verificato. 

Ora Giuliani arriva a mettere in dubbio il calcolo della magnitudo, su cui concordano tutti i centri di rilevamento sismico del mondo.

Affermazioni che seguono quelle della senatrice aquilana del Movimento cinque stelle Enza Blundo, che su Facebook ha pubblicato, a poche ore dal sisma e in piena emergenza, uno status complottistico adombrando sospetti sui motivi della modifica della magnitudo, che alcune fonti di informazione davano al 7.1, prima del calcolo ufficiale e definitivo della magnitudo pubblicato dall’ Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, pari a 6.5. Ma la senatrice grillina ha sostenuto che ciò sarebbe stato dovuto ad un abbassamento intenzionale della reale magnitudo, ovvero alla subdola volontà del Governo di non risarcire al cento per cento i danni. Affermazioni paradossali, perchè il risarcimento dei danni da sisma nella legislazione italiana non è legato alla magnitudo dell’evento sismico. Una “stupidaggine” che ha fatto meritare alla senatrice un diluvio di critiche e insulti, le prese di distanza imbarazzata del Movimento 5 stelle, costringendola a scusarsi pubblicamente.

Ora però anche a Giuliani non tornano i conti della magnitudo.

“La magnitudo del sisma di domenica – spiega infatti – era 7.1, il mio sismografo l’ha misurato così. Gli enti nazionali che dicono 6.5 non mi trovano molto d’accordo. Un 6.5 non avrebbe prodotto danni a 150 km di distanza. Se San Paolo fuori le mura a Roma è stato interessato dai danni nonostante la distanza evidentemente il dato sismico avrebbe dovuto essere superiore al 6.5”.

E aggiunge Giuliani, a proposito dell’ultimo evento sismico: “Io nell’ultimo mese sul mio blog non ho fatto altro che dire di fare attenzione perché i livelli di radon erano rimasti molto alti dopo il sisma ad Amatrice del 24 agosto. Ho sempre detto di fare attenzione soprattutto a quelli che erano in prossimità del cratere. I giorni prima del terremoto avevo emesso dei comunicati dicendo che aspettavamo degli eventi più forti”.

Per quanto riguarda il suo metodo di rilevazione, Giuliani dice che da quando Enzo Boschi e’ andato via dalla direzione dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, “l’aria sta cambiando, c’e’ interesse a prendere in considerazione l’ipotesi che i terremoti siano prevedibili.  Le mie ricerche intanto sono state pubblicate in una rivista americana e in due riviste cinesi. All’estero sto avendo molto successo: sono appena rientrato dagli Usa, presto andrò in Siberia”.