L’AQUILA  – “Le comunità straniere all’Aquila hanno pagato un prezzo alto con il terremoto, nonostante ciò sono sempre in prima fila nella ricostruzione”.

Lo ha detto il rappresentante degli stranieri al Consiglio comunale del capoluogo abruzzese, Roland Vide, ai rappresentanti delle nove delegazioni delle città gemellate, riunite all’Emiciclo in occasione della Perdonanza Celestiniana.

“Anche dopo il disastro – ha spiegato – la maggior parte delle nostre famiglie, che hanno avuto 24 fra le 308 vittime del sisma, sono rimaste qui per contribuire alla ripresa. Ci sentiamo aquilani a tutti gli effetti”.

“Gli stranieri nel territorio comunale – ha riferito Vide – sono circa 4.700, il 6,8 per cento della popolazione”.

“Siamo bene integrati – ha concluso Vide – anche se molti, compreso me che sono arrivato dall’Albania dodici anni fa, non hanno ancora il diritto di voto. E spesso, anche a causa della normativa nazionale, abbiamo difficoltà ad accedere a servizi essenziali come l’istruzione, con i vari limiti alle iscrizioni alle scuole primarie. Si parla di creare classi con un massimo tre stranieri, ma in tanti paesi dell’Aquilano ci sono intere aule di immigrati”.