L’AQUILA – Circa 50 fra imprenditori edili e fornitori si sono incontrati ieri all’Hotel Canadian dell’Aquila per discutere della grave situazione del blocco dei fondi per i pagamenti dei contributi diretti per la riparazione delle case inagibili.

Alcuni avevano protestato lo scorso 5 giugno davanti alla sede del comune dell’Aquila: la mancata rendicontazione da parte del Comune per spese già sostenute dalle aziende con l’anticipo delle risorse le sta riducendo allo stremo.

“Un muro di gomma – fanno sapere dal gruppo di imprenditori – il problema del rimpallo di responsabilità tra Regione e Comune per la rendicontazione non fatta e per i fondi da sbloccare è qualcosa di grottesco. Stiamo creando un’associazione di piccole imprese che si occupano di ricostruzione per iniziare a farci sentire, altrimenti non ne usciremo. L’altro ieri il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente non ci ha ricevuti perché aveva altro da fare e non avevamo un appuntamento. CI aveva ricevuto venerdì scorso, garantendo lo sblocco dei fondi per martedì. Invece, nulla”.

Da valutare anche un ‘giallo’ tra Comune e Regione.

“Cialente – spiegano gli imprenditori – si era detto tranquillo perché avrebbe messo a disposizione una parte dei soldi per emergenza e puntellamenti. Gli abbiamo chiesto se fosse possibile, lui ha risposto di sì, ma noi ci siamo comunque accertati in Regione. Al presidente, Gianni Chiodi, in effetti, era stata chiesta questa cosa dal sindaco, ma la risposta non era stata positiva”.

“Forse i primi fondi sono in via di sblocco – continuano gli operatori – ma a far paura è un’altra cosa: una boccata d’ossigeno non basta e il Comune non è assolutamente pronto per rendicontare, una volta andato via il commissario straordinario sarà un dramma. Lo stesso Cialente afferma di non avere a disposizione fatture, dice che non può fare la rendicontazione. La gara per l’informatizzazione dei dati ha tempi molto lunghi, quindi… E non sappiamo neanche se questi soldi basteranno. Possiamo lavorare in queste condizioni?”.

La sensazione per chi lavora con e a contatto con queste aziende è che manchi una vera tutela.

“Neanche l’Ance ci tutela – commentano gli imprenditori – i nostri interessi per loro non sono così grandi. Mercoledì prossimo ci rivedremo al Canadian, poi ci organizzeremo per dare comunicazioni alla stampa”.