L’AQUILA – Recuperare un immobile esistente per farne la sede dell’assemblea permanente cittadina. E’ questa la proposta lanciata da una cittadina per far fronte alla carenza di spazi dopo lo smantellamento del tendone di piazza Duomo.

La donna, che nella mail inviata all’Assemblea si firma Marianna, si rivolge anche all’assessore alle Politiche sociali, Stefania Pezzopane, affinchè possa contribuire alla realizzazione dell’iniziativa.

“Dal momento  – spiega la donna nella lettera – che non posso partecipare all’assemblea causa turno di lavoro, mando una mia proposta via mail al tavolo comunicazione chiedendo che venga riportata nella fase di proposta e discussione del punto relativo alla questione “sede dell’assemblea’ “.

“Fermo restando che la fine dell’estate costringe a pensare a soluzioni immediate anche se provvisorie, nell’ottica invece del medio periodo si potrebbe pensare e valutare l’opportunità di fare qualcosa di diverso che contemporaneamente risolva il problema di una sede stabile e adeguata e costituisca un’azione tangibile dello spirito Politico e fattivo che l’assemblea cittadina dovrebbe esprimere sul territorio, oltre a quello di ‘controllo'”.

“Tra i partecipanti del s-ost del marzo scorso, c’erano ragazzi dell’”autorecupero di Bologna”.  L’autorecupero edilizio prevede il recupero, appunto, di immobili da parte di cittadini che siano poi gli stessi fruitori dell’immobile recuperato”.

“Se è vero che l’assessore Pezzopane s’è detta disponibile a concedere all’assemblea un edificio già esistente ma da ristrutturare, potrebbe essere una buona occasione per attuare la pratica dell’autorecupero con i seguenti vantaggi: realizzazione di un’azione territoriale dal significato inequivocabile (basta costruzioni nuove, prima si recuperano le risorse già esistenti e poi nel caso si valuta la necessità di ulteriore edilizia); esemplificazione di una procedura ‘facile’ ma efficace, a basso costo (l’autorecupero prevede ovviamente azioni in economia) e che per di più incentiva tanto l’occupazione quanto l’aggregazione sociale (la socialità non ‘ricostruisce’ a tavolino, ma attraverso pratiche collettive e motivate, la socializzazione è un’esigenza primaria di qualsiasi comunità, non servono teorie e ordinanze ma occasioni e ‘campi liberi’ dove realizzarla); recupero reale di un pezzetto di territorio, il che non sarebbe affatto poco”.

“Se l’assemblea valuta positivamente l’idea, mi impegno personalmente ad attivare un tavolo di lavoro apposito, a prendere contatti con chi ha già fatto esperienze di questo tipo e possa quindi raccontarci e darci dritte, a dialogare con l’assessorato per ottenere da parte sua ciò che è necessario (concessione dell’immobile e finanziamento dell’operazione)”.