L’AQUILA – Alloggi a 5 stelle per i co.co.co. Sge e trattamento di serie B per i terremotati ospiti negli edifici della Guardia di Finanza a Coppito. È il nuovo scandalo scoppiato nel post terremoto incentrato sulle dinamiche nate per far fronte all’emergenza alloggiativa.

Che un’istituzione prenda carta e penna per rispondere alle accuse che compaiono sui muri di una città è un fatto quantomeno bizzarro. Eppure il coordinatore della Sge, Roberto Petullà, si è sentito in dovere di diramare una nota per replicare alle accuse lanciate dalla cosiddetta “Locomotiva”, che nell’ultimo striscione ha apertamente parlato di favoritismi concessi al personale Sge.

Le stanze utilizzate nelle palazzine messe a disposizione dalla Guardia di Finanza nella scuola ispettori di Coppito assegnate alla Sge “sono solo otto e vengono utilizzate dal personale di servizio presso l’esercito, vigili del fuoco, Protezione civile e guardia medica” si è affrettato a spiegare Petullà.

Per capire a cosa si riferisce, però, bisogna fare chiarezza di quali spazi si parla: si tratta degli edifici che durante il G8 del 2009 ospitarono le delegazioni estere e che furono ribattezzate “hotel Sassari”, “hotel Firenze” e “hotel Pisa”.

Strutture che oggi ospitano ancora decine di sfollati ancora senza casa e di cui solo una parte è a disposizione dell’Sge. E dove sono disponibili 126 posti letto (tra il Firenze e il Sassari) che, magari, potrebbero essere messi a disposizione per ospitare i terremotati che da tre anni vivono in strutture ricettive ed alberghi.

Ma andiamo per ordine. Le tre palazzine sono state gestite fino al febbraio 2011 dalla Protezione civile di Guido Bertolaso , i cui poteri dal marzo dello stesso anno furono trasferiti in capo alla struttura commissariale e a quella per la gestione dell’emergenza (Sge).  Per ovvie ragioni legate all’emergenza nel post sisma vi risiedevano rappresentanti del Dipartimento, mentre successivamente vi trovarono ospitalità esercito, vigili del fuoco e, soprattutto, diversi lavoratori  assunti con contratto co.co.co. dalla Sge o da Linea Amica (che recentemente è stata soppressa). Lavoratori particolarmente fortunati perché in nessun altro ente pubblico oltre allo stipendio viene garantito un tetto sotto il quale alloggiare dopo il turno in ufficio.

Al contempo anche gli aquilani rimasti senza casa dopo il sisma vi hanno trovato sistemazione ma con una differenza: per loro il servizio di pulizia delle camere  non era  previsto mentre ai co.co.co.  dell’Sge gli operai delle ditte di pulizia provvedevano a mettere in ordine e pulire le stanza. Gli sfollati per ottenere il cambio della biancheria devono recarsi in magazzino per prendere lenzuola e federe pulite, mentre per i residenti ‘speciali’ delle palazzine è garantito dalla società Cometa una o due volte a settimana. Un servizio da hotel a cinque stelle.

Dal dicembre scorso, però, tutti gli sfollati sono stati ospitati nelle palazzine Sassari e Firenze mentre nell’edificio Pisa  hanno trovato ospitalità non solo Petullà ma anche dipendenti dell’Sge e Dpc che occupano una ventina di stanze su 32 disponibili. Alloggi che non solo non vengono messi a disposizione degli sfollati negli alberghi ma che vengono riscaldati senza motivo dal momento che l’impianto di riscaldamento è centralizzato e i caloriferi si avviano anche negli alloggi vuoti. Altri, invece, rimangono inutilizzati perché spesso gli assegnatari vivono fuori L’Aquila e si recano in città una o due volte a settimana. Ma le spese per il riscaldamento e l’illuminazione di tutto il plesso corrono ugualmente.

Petullà nella sua nota afferma che le stanze sono affidate ai dipendenti Sge in maniera non nominativa. Una circostanza smentita dalle notizie apprese da AbruzzoWeb in base alle quali ogni stanza era assegnata nominalmente  a persone con un nome ed un cognome (e che al momento della registrazione hanno dovuto fornire le generalità e gli estremi di un documento di riconoscimento.)

Qualcuno, però, ha iniziato a lamentarsi di questo stato di cose, i rumors hanno iniziato a rincorrersi anche sul web e sui social network e dal gennaio scorso l’Sge ha iniziato a provare a rimediare a questo stato di cose, dando vita ad una sorta di tetris per riempire gli spazi vuoti dentro il Pisa, dove le stanze sono state assegnate ad ex inquilini del Firenze e del Sassari .

Tutto pagato con i fondi del terremoto e dell’emergenza, con i quali ancora vengono pagate le camere d’albergo ai terremotati esuli del post sisma che, stando a quanto dichiarato dall’assessore comunale con delega alle politiche abitative Fabio Pelini entro il 31 marzo torneranno in città. Ci si chiede solo perché non siano stati fatti tornare prima visto che ce n’era la possibilità.

Un problema per il quale ci si chiede di chi sia l’effettiva responsabilità e, nonostante il passaggio di competenze da Sge e Comune, comunque, rimane difficile capire quale sia realmente l’unico referente a cui i cittadini ancora senza casa debbano rivolgersi per risolvere problemi per gli alloggi e l’assistenza.

LA NOTA DEI COLLABORATORI SGE

A seguito dell’articolo pubblicato da questo giornale sulla vicenda delle palazzine all’interno della Guardia di Finanza i lavoratori co.co.co. della Struttura per la gestione dell’emergenza hanno inviato una nota che pubblichamo integralmente:

“A seguito delle notizie apparse in data odierna su AbruzzoWeb, noi collaboratori Sge, chiamati in casusa per gli alloggi all’interno della Guardia di Finanza, vorremmo sottoporre all’attenzione pubblica alcune domande”.

“In primo luogo, ci si domanda come mai anche dopo l’annunciata chiusura della Struttura commissariale, si continuino a verificare una serie di attacchi frontali pretestuosi e spesso basati su notizie inesatte, da parte degli organi di stampa, a dei collaboratori prossimi al licenziamento, ma che hanno ottenuto il proprio posto a seguito di una selezione pubblica”.

“Come mai ci si scaglia contro dei giovani abruzzesi, la maggior parte dei quali terremotati, che, nonostante le difficoltà dovuta alla situazione post sisma, hanno lavorato nell’emergenza da subito e senza risparmiarsi?”.

“Come mai persone che hanno vinto un concorso rischiano di andare a casa senza lavoro, mentre tutti gli altri co.co.co., molti dei quali assunti a chiamata diretta e senza concorso, verranno probabilmente rinnovati e nessuno dice nulla?”.

La nota dei collaboratori Sge relativa all’articolo pubblicato da AbruzzoWeb non sembra rispondere a ciò che vi è scritto. Per una serie di ragioni.

Nessuno mette in discussione la professionalità dei lavoratori che come tanti altri terremotati hanno lavorato in condizioni complesse, soprattutto sotto il profilo psicologico a causa del dramma del sisma.

In secondo luogo si parla di privilegi di cui probabilmente hanno beneficiato solo alcuni e che magari sarebbero venuti alla luce prima se da parte degli stessi dipendenti fossero giunte delle denunce per dei comportamenti anomali dei loro colleghi.

Infine la guerra tra ‘poveri’, ovvero tra co.co.co. a rischio licenziamento e quelli in servizio presso il Comune dell’Aquila ed altri enti locali che vedranno il loro contratto rinnovato con la prossima ordinanza. Un fatto, questo, su cui AbruzzoWeb non c’entra niente. (g.a.)