L’AQUILA – Sono circa 1.500 le cosiddette casette fai da te, realizzate all’indomani del terremoto del 2009, che saranno sanate nell’ambito del nuovo piano regolatore dell’Aquila.

Mentre più di tremila, del tutto abusive perché costruite senza rispettare i dettami della delibera 58 che ne autorizzò la costruzione, dovranno essere abbattute.

I manufatti che entreranno nella sanatoria possono restare in piedi.

Il dato sulle casette fu fornito già nel giugno scorso, quando in occasione di una riunione della Commissione comunale Territorio, convocata dal presidente Enrico Perilli (Rifondazione comunista) su richiesta di Roberto Tinari (Forza Italia), storico difensore dei manufatti, fu indicato in 3.500 il numero delle casette provvisorie da abbattere e in 1.200 il numero di quelle che sono in regola con la delibera.

Tra le 3.500, ci sono anche le 25 realizzate su aree a forte rischio idrogeologico che, in base a un’ordinanza del 2011, andavano già demolite, come ricordato durante quella riunione dal vice sindaco Nicola Trifuoggi, che in Commissione fornì i dati complessivi, che tuttavia risalgono al censimento effettuato nel 2012.

La scelta definitiva è tuttavia rimandata alla prossima consiliatura, visto che quella all’esame della seduta di oggi del Consiglio comunale è solo la presa d’atto dello stato di avanzamento della procedura formativa e l’assunzione della proposta in prima stesura del nuovo Piano regolatore generale.