L’AQUILA – Bufera Mario Monti sul post-terremoto dell’Aquila.

Il Professore bocconiano, in campagna elettorale, ha visitato le zone terremotate dell’Emilia, subendo anche contestazioni (è stato sfiorato da un uovo).

E, parlando alla gente, senza fare nomi e cognomi o riferimenti specifici, ma con il consueto tono pacato, ha sostanzialmente sparato a zero su quattro anni di post-sisma aquilano.

Nella richiesta per i fondi per la ricostruzione dopo il sisma in Emilia, nei confronti dell’Europa “abbiamo dovuto pagare la mancanza di credito per l’Abruzzo, perché le notizie degli scandali erano arrivati anche a Bruxelles”, ha detto infatti.

Tra le reazioni quella più violenta è del presidente della Regione, Gianni Chiodi, chiamanto in causa direttamente nel paragone con il ‘collega’ Vasco Errani.

“Uscita infelice” e “sciacallaggio psicologico” i passaggi più tosti. Al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, che dà ragione al premier uscente (“È così, la gestione è stata a-democratica”, dichiara Max ad AbruzzoWeb), Chiodi fa notare che “non ha colto l’offesa a lui e ai suoi cittadini”.

Strali dal segretario regionale della Destra, Luigi D’Eramo, “il nostro dolore merita rispetto”, dall’ex vice sindaco, Giampaolo Arduini, “L’Aquila merita rispetto”, dall’assessore comunale Stefania Pezzopane, “Monti fa campagna sul sisma come Berlusconi”.

CHE COSA HA DETTO MONTI

Ognuno può leggerci quello che vuole. Ma una serie di riferimenti molto precisi, anche in relazione agli “scandali”, paiono esserci. Dalla cricca e dalle varie inchieste di Perugia e Firenze sul G8, prima della Maddalena e poi dell’Aquila, agli isolatori non a norma per il progetto C.a.s.e.. E così via. Strali contro tutti. Contro Silvio Berlusconi, Guido Bertolaso e la gestione commissariale dell’emergenza e della ricostruzione, in primis.

Ma una stilettata sembra esserci anche per Gianni Chiodi, ex commissario e presidente della Regione come Vasco Errani, questi invece lodato dal prof.

“A differenza di quanto avvenuto in Abruzzo – ha detto infatti – qui la gestione è stata affidata alla Regione e al suo presidente, in una Regione gestita in maniera efficace”.

Insomma, nel chiedere i fondi per l’Emilia, il governo ha accusato difficoltà per colpa dell’Abruzzo, dice Monti.

Una tesi che ci può stare, ma questa ‘difficoltà’ non ha impedito al governo tecnico di premiare l’Emilia con la concessione del contributo agevolato, rapido e foriero di soldi freschi, mentre all’Aquila toccherà accontentarsi del contributo diretto, che porta a ritardi, lungaggini, a strozzare la ricostruzione. (alb.or.)

LE REAZIONI


CHIODI: ”INFELICE SCIACALLAGGIO PSICOLOGICO”

L’AQUILA – “È stata un’uscita decisamente infelice quella del premier Mario Monti. In Emilia, tour elettorale ovviamente, ha avuto il coraggio di imputare i suoi insuccessi a Bruxelles agli scandali del post-terremoto dell’Aquila. Nulla di più offensivo per gli aquilani, che ancora non riescono a ritrovare la loro identità sociale e culturale, per gli abruzzesi, per gli amministratori seri che si sono impegnati per una ricostruzione senza precedenti nella storia”.

È risentito il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, per le “ingenerose parole” di Monti che, “facendo di tutta l’erba un fascio, ha citato scandali di cui gli aquilani sono stati solo vittime inconsapevoli o truffe maldestramente collegate alla città”.

Ed è risentito anche per il plauso che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha riservato alle affermazioni del premier uscente “senza cogliere l’offesa ai suoi concittadini e agli abruzzesi tutti”. Chiodi ricorda a “un disinformato Monti” che la Regione Abruzzo non è stata mai coinvolta come Ente nella governance della ricostruzione.

“Si è passati da un commissario governativo, Guido Bertolaso, a un commissario governativo, il sottoscritto – chiarisce meglio – per arrivare attualmente alla cosiddetta gestione ordinaria, dove l’Esecutivo nazionale ha poteri maggiormente penetranti”.

Chiodi ammonisce Monti ricordandogli anche che “tutto ciò che è stato fatto, in termini materiali, di contributi, di agevolazioni fiscali, di riduzione delle tasse porta la firma del governo antecedente al suo, quello di centrodestra, mentre con Monti, da un anno e mezzo a questa parte, nulla si è mosso; non ha prorogato neanche il finanziamento agevolato”.

“Monti – rincara Chiodi – ha fatto passare mediaticamente un modello Abruzzo disastroso, negativo su tutti i fronti, da non imitare. Eppure qui si è partiti col piede giusto; studenti subito in edifici confortevoli e sicuri, case per migliaia e migliaia di persone, ricostruzione leggera praticamente ultimata ma, ora che tutto sembrava possibile, l’avvio di quella pesante bloccato da un Governo Monti che ha detto no anche al miliardo di euro inserito nel patto di stabilità”.

“Oltre a messaggi di pura propaganda politica – conclude il presidente della Regione Abruzzo – Monti dovrebbe spiegare agli abruzzesi, ma anche agli emiliani, cosa intende fare per alleviare le sofferenze delle popolazioni terremotate, per ricostruire il tessuto economico, produttivo, per recuperare il patrimonio edilizio, storico ed architettonico. Insomma, se nella sua agenda ha lasciato un piccolo spazio anche per queste tragedie. E dovrebbe forse fare un ‘mea culpa’ sulla mancanza di peso politico dell’Italia in Europa”.

“La verità – stigmatizza infine – è che le uniche cose concrete per L’Aquila le ha fatte il Governo Berlusconi. Monti non stanziato un euro in più dei 4 miliardi che ci ha concesso Berlusconi. Ora sarebbe auspicabile da parte di tutti un passo indietro. Nessuna campagna elettorale può giustificare lo sciacallaggio, questo sì, psicologico, sul dolore dei terremotati”.

CIALENTE: ”DICE LA VERITA’, MA BERSANI CI AIUTERA”’

“Mario Monti ha detto la verità”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, replica ad AbruzzoWeb alle accuse lanciate da Monti in visita a Mirandola, nelle zone terremotate dell’Emilia, accuse dure e difficili da accettare, sulla gestione del post-terremoto aquilano.

“È tutto vero – spiega il sindaco – ci sono stati scandali e la gestione è stata, come ha affermato lo stesso ministro Fabrizio Barca, a-democratica. La vicenda aquilana la difende solo Silvio Berlusconi”.

“Ci sono stati 447 milioni di euro che l’ex commissario Gianni Chiodi non è stato in grado di spendere, che c’erano stati dati e sono stati rimandati a Roma. Solo per avviare la ricostruzione delle case ‘E’ ci sono voluti 15 mesi. Per come è stata affrontata, la nostra esperienza è stata fallimentare”, sbotta Max.

“Ora stiamo cercando di recuperare, vogliamo difendere la nostra causa ho parlato a lungo con Pierluigi Bersani e quando verrà eletto ci farà ottenere il contributo agevolato”, annuncia il sindaco entrando sui temi della campagna elettorale.

“Oltre all’aver imposto il commissariamento, che io stesso denunciai con le mie dimissioni da vice commissario, l’errore del governo è stato non averci concesso la tassa di scopo”, conclude il primo cittadino. Sara Ciambotti

ARDUINI: ”L’AQUILA NON LO MERITA, CHIEDA SCUSA”

“L’Aquila non merita questo. Monti non può tirare in ballo L’Aquila citandola come esempio negativo per ‘truffe e corruzione'”.

Lo Ha affermato in una nota l’ex vice sindaco dell’Aquila, Giampaolo Arduini, stavolta in disaccordo con il primo cittadino, Massimo Cialente, per il quale le affermazioni del Professore sono corrette.

“È davvero troppo – prosegue – apprendere che, nelle sue giornate elettorali in Emilia, il presidente candidato faccia riferimento così platealmente agli scandali seguìti al terremoto dell’Aquila, tali da permettere all’Italia una difficile risalita della china a Bruxelles. L’Aquila è stata colpita e distrutta da un terremoto. Oggi non merita di essere mortificata e distrutta una seconda volta come esempio negativo di responsabilità personali che nascono altrove”.

“No, presidente Monti – sottolinea Arduini – non può usare la nostra città, elogiando il sistema emiliano e affibbiando accuse gravissime a quello aquilano che per altro ha subito scelte ed errori calati dall’alto. Specie da chi ha fatto del nostro martoriato terremoto la vetrina per basse e meschine passerelle”.

“L’Aquila merita rispetto e attenzione, anzi merita le scuse”, conclude Arduini.

D’ERAMO (LA DESTRA): ”IL NOSTRO DOLORE MERITA RISPETTO”

“Caro Monti, ha messo in castigo gli aquilani? Vuol far pagare a noi lo sciacallaggio che il post terremoto ha portato con sé?”.

Il segretario regionale de La Destra Luigi D’Eramo replica alle dichiarazioni rilasciate dal presidente del Consiglio, Mario Monti, sul post-terremoto dell’Aquila durante la sua visita in Emilia Romagna.

“Abbiamo subito un disastro – scrive D’Eramo – E continuiamo a subirlo ogni giorno per la vita che avevamo e non tornerà più. I nostri bambini hanno ancora nella testa lo shock del 6 aprile e vanno a scuola in moduli prefabbricati. I nostri anziani, invece, sono stati strappati ai nidi, costruiti con il sacrificio di un’intera esistenza, e alla tranquillità delle loro abitudini. Intanto, aspettiamo da  quattro anni l’approvazione dei progetti per la ricostruzione delle nostre case”.

“Come se tutto questo non bastasse – sottolinea l’esponente de La Destra – lei giustifica le difficoltà incontrate a Bruxelles nel reperire fondi da destinare ai nostri ‘fratelli’ emiliani con le ‘scelleratezze’ compiute nella nostra terra, sulla nostra pelle. È vero, signor presidente, oltre al danno del terremoto, abbiamo subito l’onta degli scandali che però non possono e non devono ricadere su di noi; siamo stanchi di essere tirati in ballo ogni volta che il politico di turno ha bisogno di un argomento forte per la sua campagna elettorale. I responsabili degli scandali del terremoto non sono di certo gli aquilani, ma chi la ricostruzione doveva e poteva gestirla al meglio e nella massima onestà”.

“Caro Monti – conclude D’Eramo – la tragedia che ci ha colpiti merita rispetto. Lo stesso che noi stessi gli riserviamo ogni giorno, custodendo gelosamente un dolore che non deve essere bistrattato da nessuno”.

PEZZOPANE: “FA CAMPAGNA ELETTORALE SU TERREMOTO”

“Dopo Berlusconi, anche Monti fa campagna elettorale sul terremoto, parlando di scandali”.

Ad affermarlo è Stefania Pezzopane, assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, a poche ore dalle dure parole che Mario Monti ha riservato alla gestione della ricostruzione della città dell’Aquila.

“Scandali tutti legati alla gestione del precedente governo e con cui L’Aquila e gli aquilani non hanno nulla a che vedere. Al contrario molte truffe, come i fondi ex Giovanardi, le scuole, la questione del Lotto, la Commissione Grandi Rischi e il G8 si sono consumate sulla pelle degli aquilani. E sono stati proprio gli aquilani a denunciarle”.

“Quanto a Monti, se avesse voluto fare davvero una cosa utile per le nostre zone terremotate – spiega la Pezzopane – avrebbe potuto concedere il contributo agevolato, anziché optare per una formula affannosa e complessa, che il prossimo governo sarà costretto a rivedere”.

“Paradossalmente quello del contributo agevolato, nelle carte del governo, si chiama ‘metodo Abruzzo’, ma per una stravaganza tutta montiana, si applica in Emilia e non in Abruzzo – puntualizza – Su una cosa Monti non sbaglia. La gestione del terremoto, a differenza dell’Abruzzo, in Emilia è stata affidata a un presidente della Regione, che l’ha saputa gestire in maniera efficace”.

“Non si può tuttavia scaricare sugli abruzzesi, il peso di gravi responsabilità, che stanno in capo al governo Berlusconi e alla dissennata gestione commissariale. Sono queste la vera causa della politica di Bruxelles”, conclude l’assessore.