L’AQUILA – Si sarebbe recato a L’Aquila per un viaggio privato con l’auto di servizio, con tanto di autista e nel pieno dell’emergenza post sisma del 2009.
Queste le accuse che hanno portato l’ex comandante dei Vigili del fuoco di Imperia, Vincenzo Giordano, ad essere rinviato a giudizio. Il processo si terrà davanti a un collegio di tre giudici in data da destinarsi- è conseguenza dell’udienza preliminare condotta dal giudice imperiese Ottavio Colamartino, udienza in cui l’ex comandante ha deciso di scegliere l’abbreviato come rito alternativo
Al centro delle accuse, un viaggio all’Aquila per motivi personali, ma che nelle voci a bilancio sarebbe rientrato tra quelli di protezione civile per le operazioni di soccorso delle popolazioni colpite dal terremoto.
A denunciarlo era stato proprio l’autista che lo accompagnava e che non condivideva evidentemente quei cambiamenti di programma.
Secondo le accuse il comandante Giordano (assistito dall’avvocato Alessandro Moroni di Sanremo) avrebbe utilizzato un mezzo di servizio del comando provinciale per recarsi nel capoluogo abruzzese per scopi personali. Nulla che avesse a che fare strettamente con le iniziative di protezione civile. A partire dal 6 aprile 2009 i vigili del fuoco imperiesi in più occasioni hanno dato il loro contributo in aiuto della popolazione realizzando importanti attrezzature.





