L’AQUILA – Il movimento “Mia Casa d’Abruzzo”, a nome dell’ex parlamentare Pio Rapagnà, chiede al presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, all’ufficio di presidenza e alla conferenza dei capigruppo consiliari di convocare una seduta straordinaria del Consiglio regionale per la giornata di martedì 18 settembre, prima seduta pubblica dopo le ferie estive, per fare il punto sullo stato della ricostruzione e messa in sicurezza antisismica degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e approvare una legge regionale ad hoc di indirizzo e di controllo nei confronti dei soggetti attuatori sia pubblici che privati.

Secondo Rapagnà il comportamento “assente e indifferente” nei confronti delle tantissime famiglie ancora sfollate messo in atto dal Consiglio regionale nei tre anni e cinque mesi ormai trascorsi dal 6 aprile 2009 non è più giustificabile per le vie “ordinarie”.

“L’intero patrimonio abitativo pubblico dell’Ater e del Comune dell’Aquila – afferma Rapagnà – presenta oggi una situazione drammatica, mentre agli inquilini sfollati viene richiesto di pagare un contributo alle spese di gestione e manutenzione degli alloggi dei complessi C.a.s.e. e Map, fondo immobiliare e affitto concordato, quasi un canone di affitto maggiorato di molto superiore al canone sociale stabilito dalla legge regionale 96 del 1996 che regolamenta proprio la edilizia residenziale pubblica e che dovrà essere pagato, anche con gli arretrati di un anno, solo da coloro che, essendo inquilini pubblici e privati, erano in affitto prima del terremoto del 6 aprile 2009”.

Intanto l’ex parlamentare ha reso noto che giovedì prossimo 6 settembre, alle ore 16 all’Aquila, presso la sala auditorium della Carispaq di via Strinella 88, il “Mia Casa” ha convocato un’assemblea degli inquilini ancora sfollati per fare il punto della situazione e promuovere iniziative “straordinarie” nei confronti dei “soggetti attuatori” (Ater, Comune dell’Aquila, provveditorato alle Opere pubbliche) e della Regione Abruzzo per dare una “svolta decisiva” alla ricostruzione e alla messa in sicurezza antisismica della edilizia residenziale pubblica danneggiata e distrutta dal terremoto.