L’AQUILA – La dirigente dell’Istituto d’istruzione superiore “Da Vinci-Colecchi” dell’Aquila, Serenella Ottaviano, ha consegnato una lettera al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, ieri pomeriggio all’Aquila per un dibattito sulla ricostruzione, mentre i professori hanno scritto una missiva ai vertici delle istituzioni locali ma indirizzata anche al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e al premier Matteo Renzi.

La scuola è senza laboratori da mercoledì scorso, dopo che il corpo centrale del plesso scolastico, inagibile dal 2009 e le cui condizioni si sono aggravate dopo il terremoto del 30 ottobre scorso vicino Norcia (Perugia), ha imposto al sindaco Massimo Cialente di ordinare l’interdizione dei locali.

L’edificio aspetta da 7 anni e mezzo di essere abbattuto e incombe sulla parte bassa della scuola, che ospita appunto i laboratori degli indirizzi alberghiero, manutenzione e odontotecnico e le segreterie dell’istituto d’istruzione.

“L’istituto, nonostante la situazione precaria e difficoltosa della città in questi anni, pur operando in situazioni di emergenza, ha visto un incremento delle iscrizioni e un potenziamento dei laboratori didattici, realizzati con cospicui investimenti, che hanno permesso di offrire al territorio servizi altamente qualificati in occasione di eventi locali, nazionali ed internazionali”, ricordano tra le altre cose gli insegnanti.

La richiesta, rivolta principalmente alla Provincia proprietaria dell’immobile, è quella dell'”immediato abbattimento del corpo 3 (edificio originario) come soluzione più rapida per garantire l’incolumità pubblica, un risparmio di spesa ed una ripresa immediata delle regolari attività didattiche e professionali nei locali attualmente interdetti per pericolo esterno”.

Per tornare alla regolare attività didattica occorre insomma demolire al più presto il corpo centrale della scuola, indispensabile per ripristinare le condizioni di sicurezza nella parte più bassa ad esso adiacente. Intervento di cui non si ha notizia, ed il timore di studenti e insegnanti è che, come al solito, si vada per le lunghe.

Vedi l’ormai famigerato “Palazzo del benzinaio” alla villa comunale, che solo dopo 7 anni e mezzo, e giusto perché le scosse che tra agosto e ottobre lo hanno resto seriamente pericoloso, è stato buttato giù.