L’AQUILA – Continui furti nella “zona rossa” terremotata dell’Aquila e pericolo crescente in città dopo la riduzione di personale delle forze dell’ordine.
Questa la denuncia di un lettore di AbruzzoWeb, Luigi Placidi, che in una email inviata in redazione lancia l’allarme sulla criminalità crescente.
A suo dire, vengono messi a segno colpi anche molto complessi, in più giorni e con smontaggio di mobili addirittura dal quinto piano.
Il lettore chiama in causa anche le forze dell’ordine.
LA NOTA DEL NOSTRO LETTORE
Città abbandonata, bande di sciacalli, cittadini stranieri non censiti… Ma tutto questo “giustifica” ciò che sta succedendo in questi giorni all’Aquila?
Che in una città martoriata dal terremoto e dal dopo terremoto potessero intensificarsi episodi di criminalità era facilmente prevedibile, ma che si potessero mettere in atto azioni criminose la cui realizzazione richiedesse un lavoro continuativo era al di là dell’immaginazione del semplice cittadino.
Ma come è possibile che questi episodi abbiano colto di sorpresa anche le istituzioni e le autorità preposte alla gestione del dopo-terremoto?
È fuori dubbio che non si tratti di episodi occasionali ed estemporanei di sciacallaggio quanto, piuttosto, di azioni ben pianificate da parte di organizzazioni malavitose che hanno la certezza di poter lavorare indisturbate, per nulla preoccupate dalle strategie di sorveglianza e per nulla toccate dalle chiacchiere che, a vario titolo, si fanno sull’argomento.
Si tratta di azioni compiute in pieno giorno e per diversi giorni successivi, che comportano non solo un’efficiente organizzazione di persone e mezzi, ma anche e, soprattutto, una perfetta conoscenza delle “strategie” di sorveglianza cittadine.
Azioni criminose complesse articolate in diverse fasi, dall’individuazione degli appartamenti, al sopralluogo, allo smontaggio e al prelievo dei mobili dal quinto piano, tutto nella certezza di poter tornare a “finire” il lavoro.
Certezza avallata dalle forze dell’ordine intervenute che hanno consigliato di mettere subito catene e lucchetti e di procedere al più presto al trasloco!
Da sottolineare che nella case dichiarate inagibili il proprietario non può entrare se non con il permesso e accompagnato dai vigili e, quindi le visite non possono essere frequenti. Il ladro, invece, può entrare quando vuole.
Ma come facevano i ladri ad avere la certezza che durante “il lavoro” non sarebbe entrato nel palazzo nessun proprietario e non si presentato nessun tecnico per i rilievi e non sarebbe arrivata nessuna pattuglia?
Il senso di abbandono e di insicurezza che deriva dalla constatazione della impossibilità/incapacità di prevenire tali atti da parte degli enti preposti non può che diventare frustrazione quando si constata anche l’impossibilità/incapacità da parte degli stessi enti, di gestire l’evento criminoso una volta accaduto!



