L’AQUILA – La terra continua a tremare in Emilia. Due fortissime scosse di terremoto si sono verificate questa mattina nei territori già colpiti dal sisma del 20 maggio.

La prima, di magnitudo 5,9, si è verificata alle 9.03 mentre la seconda, di 5,3, è stata registrata alle 12.56 ed è durata una trentina di secondi.

Le vittime accertate, secondo quanto riferito dal capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, sono 15.

I feriti, invece, sarebbero circa duecento.

Il direttore dell’agenzia regionale di Protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, ha comunicato che si stanno allestendo tendopoli per altri 6 mila sfollati, che si aggiungono ai 7.500 già presenti nelle aree di accoglienza.

Nuovi crolli si sono registrati a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro, dove è crollata la torre civica. Sono in corso le verifiche dei vigili del fuoco e della Protezione Civile. Rallentamenti sulle linee ferroviare per consentire i rilievi dei tecnici mentre sono stati chiusi i collegamenti tra Bologna e Piacenza.

Sarebbero crollati il duomo di Mirandola e il castello di Finale Emilia. Si sta procedendo all’evacuazione dell’ospedale di Modena.

Il sindaco di San Felice sul Panaro, Alberto Silvestri, raggiunto telefonicamente da Sky Tg24, ha dichiarato: “la situazione è molto grave. Mi trovo nella zona industriale, qui ci sono persone sotto le macerie”.

Le linee telefoniche sono in tilt in molte zone colpite dal sisma, per questo motivo ci sono numerose richieste di aprire le reti wi-fi in modo da permettere alle persone di poter comunicare tramite Internet.

La scossa è stata percepita in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige. A Bologna i negozi sono stati evacuati. Anche a Milano alcuni palazzi, sede prevalentemente di uffici, e dell’hinterland sono stati fatti evacuare per motivi di sicurezza.

I numeri di emergenza sono: Ferrara: 0532771546, Modena: 059200200, Mirandola: 0535611039, San Felice: 800210644, Cento: 3332602730.

LUTTO NAZIONALE IL 4 GIUGNO

Il Governo intende dichiarare il prossimo 4 giugno giornata di lutto nazionale per il sisma che ha colpito l’Emilia. Lo ha detto il sottosegretario Antonio Catricalà, in un’informativa al Senato.

BILANCIO SEMPRE PIU’ PESANTE: 15 LE VITTIME

Sale a 15 il bilancio delle vittime del terremoto che è tornato a colpire l’Emilia-Romagna da questa mattina.

La notizia è stata data dal capo dipartimento della Protezione civile, Franco Gabrielli, e riferita da SkyTg24.

EGIDI (PROTEZIONE CIVILE): ”13 LE VITTIME ACCERTATE”

In diretta a SkyTg24 il direttore dell’Agenzia regionale di protezione civile dell’Emilia-Romagna, Demetrio Egidi, ha parlato di 13 vittime accertate. Invece i feriti sarebbero un centinaio.

Sempre Egidi ha comunicato che si stanno allestendo tendopoli per altri 2 mila sfollati.

SALE A DODICI IL NUMERO DELLE VITTIME

Sono salite a dodici le vittime accertate del sisma che ha sconvolto l’Emilia: tre i morti a San Felice, due a Mirandola, uno a Concordia, uno a Finale.

Va aggiunto il parroco di Rovereto di Novi. Tra le vittime anche due donne a Cavezzo, una sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi.

Altre due persone sono morte a San Giacomo Roncole.

INTORNO ALLE 13 TRE NUOVE SCOSSE DI MAGNITUDO SUPERIORE A 5

Dopo la prima di magnitudo pari a 5.3 avvenuta nella zona di Mirandola a una profondità di 6,8 chilometri, una seconda scossa di magnitudo 5.1 è stata registrata alle 13 e una terza, sempre di magnitudo superiore a 5, è avvenuta alle 13.01.

IL PAPA: “GRANDE DOLORE E PARTECIPAZIONE”

Il “grande dolore e partecipazione” da parte del Papa, Benedetto XVI, e di tutta la Chiesa di fronte al terremoto che ha colpito l’Emilia e causato morti è stato espresso dal portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

NUOVI CROLLI NEL MODENESE

Il forte sisma registrato poco prima dell’una ha provocato nuovi crolli nel Modenese, molti dei quali avvenuti davanti agli occhi delle persone che erano già scese in strada per radunarsi in luoghi più sicuri fin dalla mattina. A Rovereto di Novi, uno dei paesi più vicini all’epicentro, ci sono stati nuovi crolli nel centro del paese: una parte di un fabbricato è crollata davanti alle persone che si erano radunate nella piazza del paese.

EVACUATO IL COMUNE DI BOLOGNA

In via precauzionale è stata decisa l’evacuazione del palazzo Comunale di Bologna, in piazza Maggiore. Lo riferisce un comunicato.

PARMA: NON SI GIOCHERÀ ITALIA-LUSSEMBURGO

Non si giocherà Italia-Lussemburgo, amichevole prevista stasera a Parma. Lo ha deciso la Federcalcio, d’intesa col Comune, la Prefettura e la Provincia di Parma, dopo il sisma che ha colpito l’Emilia.

A SAN FELICE ARRIVA L’ESERCITO

Sono all’opera gru dell’esercito alla Meta di San Felice sul Panaro per rimuovere le macerie che hanno investito tre persone.

PARROCO DI CARPI NON È MORTO

Da quanto appreso da fonti della Protezione Civile, non risulta deceduto il parroco nel Duomo di Carpi, nel Modenese. La notizia della morte era stata data dai vigili del fuoco. Sempre a quanto si è appreso non vi sarebbero danni strutturali al Duomo della cittadina. Il numero delle vittime accertate, quindi, è di nove persone.

AVVERTITA UN’ALTRA FORTE SCOSSA: MAGNITUDO 5.3

Una scossa di magnitudo 5.3 è stata avvertita in tutta l’Emilia-Romagna alle 12.56. È stata forte ed è durata una trentina di secondi

La nuova forte scossa di terremoto è stata avvertita poco fa anche in Veneto. Le case e i palazzi hanno tremato sensibilmente per alcuni secondi.

DECIMA VITTIMA: MORTO IL PARROCO DI CARPI

Nel crollo del duomo di Carpi sarebbe morto il parroco del paese. Lo si apprende dai vigili del fuoco. Il bilancio delle vittime sale a dieci.

FORTE SCOSSA DI MAGNITUDO 4.2

Ancora una forte scossa registrata nel modenese. L’Ingv comunica che si tratta di una scossa di magnitudo 4.2, profondità 1,2 km, con epicentro a Mirandola. 

BILANCIO PARLA DI NOVE MORTI

Uaa donna è morta a Cavezzo, sepolta dalle macerie del Mobilificio Malavasi. Ci sarebbero anche dei feriti. Le vittime del sisma sono così salite a 9.

BILANCIO SALE A OTTO VITTIME

Sono saliti a otto i morti accertati nella provincia di Modena a seguito del terremoto di questa mattina.

Si tratta di 3 operai morti a San Felice sul Panaro nel crollo di un capannone industriale, stessa sorte per 2 persone morte a Mirandola. Altre due persone sono morte per il crollo della loro abitazione, rispettivamente, a Concordia e a Finale Emilia. Un’ottava persona è deceduta a Rovereto sul Secchia, ma non è ancora chiaro se sia stata stroncata da un malore o dalle conseguenze di qualche cedimento.

CINQUE VITTIME ACCERTATE

Sono cinque le vittime accertate al momento dopo la scossa che stamane ha colpito il Nord Italia con epicentro ancora nel Modenese. Due a Mirandola, una per il crollo della sua abitazione e l’altra in quello di un capannone industriale; una a San Felice sul Panaro; una a Concordia e una a Finale Emilia. Altre cinque o sei persone risultano disperse sotto le macerie.

VENETO, IN TILT CENTRALINI E CELLULARI 

I telefoni dei vigili del fuoco e una parte dei cellulari sono in tilt, a Venezia e Verona, per le tante segnalazioni di cittadini. La scossa di terremoto è stata avvertita nel veneziano esattamente alle ore 9, con movimento ondulatorio sentito in particolare ai piani alti delle case. La scossa sembra aver avuto particolare intensità in altre zone del Veneto, come nel vicentino.

SCOSSA AVVERTITA A GENOVA E NEL TIGULLIO

E’ stata avvertita anche a Genova e nel levante ligure, in particolare nel Golfo del Tigullio, la scossa di terremoto che questa mattina alle 9 ha fatto tremare tutto il Nord Italia. Nel capoluogo ligure sono molte le persone che per la paura hanno lasciato spontaneamente uffici ai piani alti e sono scese in strada. In alcune scuole gli insegnanti hanno fatto uscire i bambini in cortile per precauzione. Presi d’assalto i centralini di vigili del fuoco e polizia municipale che hanno registrato in poche decine di minuti centinaia di chiamate. Al momento non si registrano danni o feriti legati al sisma.

SCOSSA AVVERTITA AOSTA, EVACUATI UFFICI REGIONE

La scossa di terremoto è stata avvertita ad Aosta, dove alcuni piani del palazzo regionale sono stati evacuati a scopo precauzionale. Numerose le chiamate alla centrale unica di soccorso regionale, ma al momento nessun danno é segnalato in Valle d’Aosta.

CROLLI NEL MODENESE

Nuovi crolli nel modenese Dalle prime informazioni della Protezione Civile, alcuni avrebbero interessato anche dei capannoni industriali nelle zone piu’ colpite dal terremoto.

Sono in corso verifiche con le forze dell’ordine, il 118 e i vigili del fuoco per un primo bilancio dei danni e per capire l’eventuale presenza di feriti. La scossa è stata avvertita anche in Umbria Segnalazioni dai piani alti delle abitazioni anche a Perugia. I vigili del fuoco non segnalano al momento chiamate di particolare rilievo da parte della popolazione.

GLI ESPERTI: “SCOSSA FA PARTE DELLA SEQUENZA IN ATTO”

Secondo gli esperti della sala sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la scossa “fa parte della sequenza in atto”.

La scossa, il cui epicentro è stato localizzato a Mirandola (Modena), è stata abbastanza superficiale, avvenuta ad una profondità compresa fra 5 e 10 chilometri.

GIULIANI: “PREVEDIBILE, RASSICURARE E’ ATTO CRIMINALE”

“Devono smetterla di dire che il terremoto non si può prevedere. Si sapeva che ci sarebbe stata una nuova forte scossa lì. Bisogna dire alla gente di fare attenzione, questo non significa creare allarmismo. Dire che non c’è pericolo è un atto criminale!”.

Si dice “infuriato, anzi incazzato a morte” l’ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario dei Laboratori nazionali del Gran Sasso, Giampaolo Giuliani, divenuto noto per le sue previsioni sul sisma aquilano del 6 aprile 2009.

“Il terremoto di magnitudo 5,9 – spiega – che si è verificato questa mattina in Emilia era prevedibile. Dai sismografi si poteva notare uno spostamento dell’epicentro degli eventi sismici da Finale Emilia a Mirandola. Si notava chiaramente anche un aumento del grado sismico”.

Giuliani, che si basa sulle variazioni del flusso di radon del sottosuolo per la previsione del sisma, spiega: “ho misurato anomalie forti in questi giorni e avevo previsto un terremoto che non avrebbe riguardato il nostro territorio ma un raggio maggiore. Se avessi i miei strumenti lì, potre essere molto più preciso”.

Su possibili scosse anche in Abruzzo, Giuliani dice: “in questo momento tutto il territorio nazionale è interessato da un’attività sismogenetica con fenomeni al di fuori del’ordinario, che possono verificarsi a macchia di leopardo anche in zone dichiarate a basso rischio sismico”.

“Nerl nostro terriotorio la situazione è calma – conclude – ma questo non vuol dire che non possa cambiare. Le mie previsioni vanno da 6 a 24 ore prima dell’evento”. Elisa Marulli