TERAMO – Su 2 mila interventi portati in provincia di Teramo dal comando dei vigili del fuoco dal sisma del 24 agosto in poi, più della metà, circa 1200 solo su privati, riguardano il capoluogo.

Da questi numeri, diffusi nell’edizione di oggi dal quotidiano Il Messaggero, si comprende come Teramo sia stata molto colpita dagli ultimi eventi sismici, compreso l’ultimo “in maniera importantissima”, come annota l’assessore comunale Franco Fracassa, che resta perplesso sul fatto che la sua amministrazione sia rimasta fuori dal cratere.

“I numeri sono lì a testimoniarlo ma non capisco i criteri di ammissibilità, a Teramo il terremoto è stata una cosa molto concreta”, sbotta, scatenando la rivolta.

Finora sui controlli effettuati sono stati 60 gli immobili privati classificati tra “B” (danni non strutturali), C (parzialmente agibili) ed “E” (totalmente inagibili con danni strutturali). Senza contare poi tutti gli stabili pubblici (Braga, Osservatorio, ex ospedaletto, Museo, e così via) e le 11 chiese inagibili.

Numeri destinati ad aumentare dopo i prossimi giri di controlli, da rifare dopo le due scosse di mercoledì 26 che hanno sconvolto il Maceratese.

“Cratere o non cratere non fa differenza – è la replica del sindaco, Maurizio Brucchi, al Messaggero – adesso è importante che arrivino i soldi da destinare alla parte privata e a quelle pubblica”.

Dopo l’ultima sisma marchigiano gli interventi dei vigili del fuoco a Teramo sono stati 80 di cui 50 già smaltiti e 30 ancora da evadere.

“Certo Teramo soprattutto alla luce del tessuto urbano maggiore è la realtà che ha subito più danni” precisa al quotidiano il comandante Romeo Panzone che ha dovuto richiamare in servizio per fronteggiare l’emergenza in questi giorni 20 vigili del fuoco.