L’AQUILA – Con un lungo abbraccio ad Antonietta Centofanti, rappresentante dei familiari delle vittime della Casa dello studente, è iniziata la giornata aquilana del neo presidente del Senato, Pietro Grasso.
“Vi saremo vicini”, ha sussurrato alla donna e poi ha aggiunto: “risaneremo le ferite di questa città”.
Con lui Elena Ugolini, sottosegretario all’Istruzione, e a pochi passi il figlio Maurilio, in servizio come capo della squadra Mobile dell’Aquila.
Ad attendere l’ex magistrato il prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, il presidente della Regione, Gianni Chiodi, quello della Provincia, Antonio Del Corvo, e la collega di palazzo Madama e di partito Stefania Pezzopane.
“LA RICOSTRUZIONE È UNA PRIORITÀ NAZIONALE”
“La ricostruzione dell’Aquila è una questione nazionale”, così ha detto Grasso subito dopo il minuto di silenzio che lo ha coinvolto davanti alla Casa dello studente dove morirono otto ragazzi.
“È un impegno imprescindibile per noi”, ha proseguito Grasso.
“Enti locali e Stato hanno dato ora continuità agli strumenti per ripartire con la ricostruzione – ha poi aggiunto – Ora i soldi ci sono, bisogna scaglionarli con un piano organico. Sia il sindaco Massimo Cialente che il ministro Fabrizio Barca mi hanno rassicurato con una prospettiva di ricostruzione tra cinque e otto anni”.
“Ma è ovvio – ha sottolineato – che la ricostruzione dell’Aquila è una cosa che riguarda tutto il Paese”
Davanti alla Casa dello studente, Grasso è intervenuto anche sulle continue polemiche in merito alla ricostruzione e ha spiegato che “vengono dalla voglia di andare avanti e sono frutto di indignazione e rabbia”.
“Dopo quattro anni – ha rilevato – c’è ancora dibattito sulla ricostruzione e quindi bisogna risanare questa ferita. Quindi agli aquilani bisogna dare fiducia perché si può sperare di ripartire nella più totale legalità”.
“CON ANTIMAFIA EVITATI SCIACALLI E CONSORTERIE”
Grasso, durante il suo tour nel centro storico dell’Aquila, ha spiegato che “anche da procuratore Antimafia sono stato molto attento alla ricostruzione e con il gruppo di lavoro che si è creato qui all’Aquila tra i magistrati abbiamo evitato gli sciacalli e gli avvoltoi”.
Per Grasso “la magistratura aquilana ha lavorato bene e abbiamo evitato che le consorterie mafiose potessero mettere le mani sulla città”.
LA MOGLIE DI GRASSO: “PIETRO E MAURILIO VICINI? È EMOZIONANTE”
“Mio marito e mio figlio, insieme a pochi metri di distanza? È già successo qualche anno fa ad Ascoli ma non mi chiedete che cosa provo, chiedetelo a loro che mi sembrano piuttosto imbarazzati”.
Così la signora Maria Fedele, moglie del presidente del Senato e madre del dirigente della squadra mobile dell’Aquila, commenta la circostanza di questa mattina il cui si sono incontrati l’uno in visita nel capoluogo, l’altro in servizio di pubblica sicurezza.
“L’Aquila la conoscevo già perché mia nuora è di qui – ha aggiunto – e me la ricordo prima, era bellissima. La prima volta dopo il terremoto l’ho vista nel primo Natale, fu una sensazione angosciante vedere tutta questa distruzione”. (alb.or.)
“LEGALITÀ DEVE RIPARTIRE DALL’AQUILA”
“L’obbligatorietà dell’azione penale, l’indipendenza della magistratura, della direzione delle indagini sono valori che vanno difesi anche dai cittadini per garantire la giustizia in questo paese”.
Lo ha detto sempre Grasso, intervenendo all’Aquila a un convegno sulla legalità organizzato dalla sezione abruzzese dell’Associazione nazionale magistrati e da Libera.
Durante il suo intervento Grasso ha anche spiegato che “la ricostruzione della legalità in questo Paese deve ripartire dall’Aquila”.
”EVITARE CHE INCURIA FACCIA PIÙ DANNI DI CALAMITÀ”
“Bisogna evitare che l’incuria e la mancanza di senso del dovere consentano che un evento calamitoso faccia più danni di quelli che naturalmente causa”.
Sono ancora parole di Grasso durante il convegno sulla legalità all’Aquila.
Il riferimento del presidente del Senato è alla “sentenza di primo grado sul crollo della Casa dello studente”, uno dei simboli della maxi inchiesta sul terremoto attivata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila nelle settimane successive al sisma.
Grasso ha citato, a proposito del processo, “il tecnico che nonostante le denunce di insicurezza diceva che era tutto a posto”.
L’ex procuratore nazionale antimafia ha poi citato, a conclusione del discorso, Antonio Gramsci, il quale sottolineava come “l’indifferenza sia il peso della morte della storia. Mentre gli onesti tacciono, gli impostori si impadroniscono della realtà”.
LA PELINO CONTESTATA FUORI AUDITORIUM CASTELLO
Contestazioni da parte di un piccolo gruppo di cittadini, all’esterno dell’auditorium del parco del castello dell’Aquila, in cui è in corso l’intervento del presidente del Senato, Pietro Grasso, alla parlamentare abruzzese del Pdl Paola Pelino.
Uscita dall’auditorium per andare via, la Pelino è stata invitata a fare di più per la città dell’Aquila.
Alcuni, hanno mostrato dei cartelli con l’articolo della Costituzione sulla proprietà privata che ritengono violata, altri hanno detto: “non ci rappresenti”.
Una donna le si è rivolta affermando: “io non sono dell’Aquila, ma amo questa città, tu sei abruzzese fai qualcosa”.
La parlamentare ha provato a parlare ma qualcuno l’ha bloccata. Alla fine, la senatrice si è allontanata circondata dalle forze dell’ordine, lamentandosi: “se non mi fanno parlare è impossibile spiegare”. (alb.or.)
LA PEZZOPANE: “PRIMA SOLDI POI SEDUTA SENATO IN CITTÀ”
Per Stefania Pezzopane (Pd) l’ipotesi di una seduta del Senato all’Aquila, come proposto in questi giorni, è fattibile, ma prima di tutto “quello che conta non è il luogo dove si prendono le decisioni, ma cosa si decide – spiega la senatrice aquilana – e per L’Aquila la cosa più importante ora sono i soldi”.
Per la Pezzopane quindi “le somme necessarie possono anche essere stanziate da Roma, ma il presidente Grasso si è impegnato con me a formare una delegazione di senatori con una visita concreta all’Aquila per capire le condizioni della città. Perché ormai si è capito che quello che conta sono le decisioni del Parlamento”.
“La fiaccolata di ieri sera – ha aggiunto la senatrice – è stato un momento commovente, doloroso, intenso e partecipato. E di questo ringrazio la città, i comitati dei parenti delle vittime, le istituzioni, tutte le forze di volontariato che hanno dato generosamente il loro contributo, i dipendenti del Comune e dei settori Cultura e Opere pubbliche che si sono prodigati in vista di questo importante momento di comunione della città e tutte le associazioni cittadine”.
“Oltre al lutto la città ha dato il segnale forte di voler commemorare il 6 aprile con momenti di riflessione, di dibattito. Lo testimoniano le tante iniziative organizzate e volute dalle associazioni cittadine il 5 e il 6, molto partecipate. Abbiamo lanciato ancora una volta il nostro grido di dolore. Ma da domani, lo ribadisco, riparte la mobilitazione perchè torna impellente la necessità di una nuova fase, quella della vera ricostruzione materiale, culturale, sociale”.
LA CENTOFANTI: “DIFFICILE SOPRAVVIVERE QUI”
“I giovani vanno via dall’Aquila perché per loro è difficile sopravvivere in questa città, soprattutto se adolescenti”.
Così il presidente del comitato vittime della Casa dello studente, Antonietta Centofanti, durante la visita del presidente del Senato, Pietro Grasso, proprio davanti alla struttura residenziale universitaria.
Ma Centofanti sottolinea anche un altro fenomeno: “molte volte sono gli stessi ragazzi fautori di una scelta difficile: quella di restare”.
“Spesso sono i giovani a dire ai loro genitori di rimanere, anche se questi ultimi sarebbero propensi a lasciare L’Aquila”.
“Si tratta di una responsabilità grande – conclude il presidente del Comitato vittime – dobbiamo impegnarci per rendere omaggio a questo grande gesto d’amore ed essere vicini concretamente a questi giovani”.
LA BLUNDO (M5S): “L’INTERESSE SIA CONCRETO”
Aprire “un ampio dibattito sullo stato della ricostruzione” dell’Aquila e del cratere sismico, nonché sulle “prospettive di sviluppo dell’area”, per tentare di “dimostrare in modo concreto e tangibile un interesse costruttivo da parte delle istituzioni repubblicane”.
È un passaggio della lettera scritta dalla neosenatrice aquilana del Movimento 5 stelle Enza Blundo al presidente di palazzo Madama, Pietro Grasso, in occasione del quarto anniversario del sisma che il 6 aprile 2009.
A Grasso è stata rivolta la richiesta “di valutare l’opportunità di convocare il Senato della Repubblica, in via straordinaria nella città dell’Aquila”.
“Le legittime istanze dei cittadini abruzzesi – prosegue Blundo – sono da troppo tempo senza risposta alcuna”.






